Mancano pochi giorni alla fine del 2019, anno che mi affretto a salutare senza rimpianti speranzosa che il 2020, anno bisestile, mi dia nuovi stimoli. Ho archiviato il Natale “giorno più brutto dell’anno”, sono uscita indenne dai mercatini e dagli altri eventi a tema natalizio (!!!) e oggi sono felice di fare un breve bilancio del 2019 che posso sintetizzare con una frase: “Un insieme di vuoti e pieni, di percorsi più in salita che in discesa, in generale faticoso”.

Ma sempre con qualcosa da salvare.

Una bandierina

La Georgia finalmente in giugno ha rotto la lunga serie dei miei viaggi in Paesi non nuovi, è stata una splendida scoperta che mi ha arricchita con un bagaglio di amicizie e conoscenze da coltivare.

Due case

A partire dal due maggio quando si è allagato l’appartamento di Mestre (non mio) sono stata sommersa, letteralmente, da lavori in casa infiniti e non finiti. Sei mesi dopo si è aggiunta un’altra casa (non mia) e mi devo occupare di tante incombenze anche se non ho mai voluto saperne. Possedere oggetti mi piace, spostarli da un luogo a un altro pure, fermarmi da qualche parte non mi è mai piaciuto e in questi mesi ho avuto la conferma di non volerlo fare, o di farlo il meno possibile. Mi sono divertita solo alla prova dei quattro fuochi in casetta nuova, quando ho messo su il caffè per la prima volta. Per il resto mi rompo parecchio.

Tre cammini

Tra Emilia, Toscana e Calabria mi sono messa in cammino per più giorni, in più occasioni, nonostante chi segue i miei acciacchi alla pancia e alla schiena me l’abbia quasi vietato. Alla lunga non so se mi fa bene camminare, nell’immediato SI e continuerò a farlo. Evviva le gite anche di mezza giornata!

Quattro aerei

Ho preso molti treni e pochi aerei. Ho volato quattro volte quest’anno. Sono andata solo quattro volte all’estero, è proprio poco. A Mallorca, in Germania, in Georgia e sulle rive del Danubio. Il primo viaggetto del 2019 è stato il più bello, la settimana a Mallorca in viaggio con mamma. Cosa ci riserva il 2020? Abbiamo appena festeggiato l’ottantesimo compleanno di mamma Tina in famiglia: un bel traguardo nonostante il confronto quotidiano sia fatto di conflitti e discussioni tremende. Forse proprio questo modo di rapportarsi rende forti, sebbene mi sfinisca e sia davvero faticoso.

A tu per tu con i sindaci

Non li conto ma anche quest’anno ho incontrato diversi primi cittadini, viaggiando con la mia piccola creatura che si chiama Gamberettarossa. Persone impegnate a far funzionare le cose, anche con poche risorse. Uomini e donne che si fanno in quattro per amministrare il loro comune, tirati per la giacchetta da tutti, tutti i giorni. Ho parlato persino con il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ho avvicinato a un evento superando la titubanza iniziale. Vorrei avere qui un sindaco come Giuseppe Sala che da tre anni governa Milano in modo non perfetto ma con un ampio consenso, in armonia con una grossa fetta dei milanesi suoi concittadini, e scusate se è poco. Milano è sempre una città modello per me, seppure manchi nella mia vita da parecchio, e in futuro chissà. Qui a Venezia, invece, siamo indietro e abbiamo davanti sei mesi cruciali per definire il futuro della città nata sull’acqua, che rischia di essere sommersa dall’acqua. Con responsabilità da dividere a metà tra abitanti e governanti. Morte a Venezia è un titolo che ci porta indietro a cent’anni fa quando Thomas Mann scrisse il suo romanzo, ed è il titolo perfetto di un post tra passato e futuro che sto scrivendo. Non piacerà a molti, lo so già.

Musica e teatro

Quasi per caso a maggio mi sono trovata a Merano, ad ascoltare le sonate per pianoforte di Schubert a teatro. Da allora ho avuto un appuntamento mensile con musica e teatro, fonte di grande felicità anche perché non era sempre programmato.

Le nuove conserve di Zia Robi

Pare incredibile ma continuo a sfornare conserve nuove, quest’anno mi sono data alla pazza gioia con diversi esperimenti, pure adesso mi aspettano le ultime produzioni, bergamotto e cachi. La scoperta più bella: crema di pere al pepe rosa, da abbinare a carne lessa ma soprattutto a pesce affumicato. Provare per credere!

Vini e vignaioli

Concludo i miei pensieri disordinati con un saluto e un ringraziamento ai vignaioli che ho incrociato nel corso dell’anno, eroi sulla terra che ne traggono i frutti migliori. Dai confini orientali del Carso, del Friuli e Trentino Alto Adige, dal Veneto e dall’Oltrepò Pavese in Lombardia fino al profondo sud, giù in Calabria, ho assaggiato nuove chicche e ve le sto raccontando piano piano, per farvele assaporare. Ce ne saranno sempre di più, seguitemi perché nel 2020 avremo tanti nuovi vini da assaggiare.

Cincin e Tanti Auguri! Roberta Gamberettarossa

Ti è piaciuto questo racconto di Gamberettarossa? Allora leggi anche gli altri, li trovi qui:

Inoltre vi consiglio di leggere...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *