Cosa vediamo a Palma in un giorno? Eccovi gli appunti disordinati tratti dal viaggio con mamma di aprile 2019.

Domenica 7 aprile finalmente visitiamo il capoluogo Palma de Mallorca pieno di attrattive per ogni esigenza. Dico subito cosa non mi piace, una litania che ripeto (inutilmente) in ogni città che visito: non mi abituerò mai alle insegne delle catene internazionali, qui le botteghe artigiane rimangono ma devono condividere gli spazi con i colossi del commercio mondiale. Che brutta cosa, pazienza, passiamo alle cose belle.

Una cereria. Una panetteria. Le vetrine resistenti insomma.

Ci sarebbe un lungo elenco di info pratiche per voi, ma usate le guide per questo. C’è ben poco di info online, come se andare al mare fosse il primo pensiero per la maggior parte degli ospiti. Mallorca come la Sardegna, lo riscrivo qui, gente che rispetto ma non invidio e si perde il meglio: storia, cultura, tradizioni, ciò che per me è il meglio di un luogo.

Peggio per loro, ho adocchiato qualche spiaggia mallorquina, ho toccato la sabbia e l’acqua, entrambe fresche ad aprile, fine. Non so molto nemmeno sui numerosi musei come la Fondazione Mirò e il Poble Espanyol che non ho visto, e sulle gallerie d’arte, mostre contemporanee e affini.

Cercatele perché sono spesso collocate in pregevoli palazzi e non capita tutti i giorni di avere accesso all’interno di queste dimore. Se invece di camminare volete avere uno sguardo d’insieme sulla città consiglio sempre una cosa iper turistica, il bus rosso hop on – hop off che ho provato (non qui) dopo una perplessità iniziale, sapete che è stra comodo? E vale i 18 euro del biglietto con le sue 20 fermate che decidete voi se provare in toto o in parte? Ora partiamo però. Mettetevi scarpe comode, camminate e lasciatevi ispirare.

Palma è abbastanza grande da richiedere un giorno per vederla più gli approfondimenti per palazzi e musei. Assomiglia a una piccola Barcellona con ambienti, e stili architettonici simili al capoluogo catalano. Ammiro l’idea di città proiettata nel futuro ma che, al contempo, conserva e valorizza gli aspetti del passato.

Ho provato la stessa sensazione alle isole Canarie. A Santa Cruz de Tenerife e Las Palmas de Gran Canaria.

Vi lascio alcune idee e immagini della visita: c’è tanto da vedere a Palma, cominciate a cercare questo.

Il verde, non solo nei parchi e giardini curati, anche grazie all’arte topiaria.

L’azzurro del cielo e del mare, per nulla banale.

L’antico e il moderno che si incontrano a ogni angolo.

Le scale: quelle larghe e strette, quelle ripide e leggere.

SANTA CATALINA (SC)

Partiamo da qui ogni mattina, il quartiere residenziale dove alloggiamo situato a ovest del centro, sopra il porto. SC è rimasto solo un po’ come una volta ma non è più il quartiere dei pescatori.

Dicono che sia imborghesito, anzi gentrificato, con pregi e difetti, vantaggi per alcuni ma prezzi più elevati per beni e servizi. Rimangono le vecchie case basse a uno o due piani, in parte soffocate da alti e moderni palazzi.

Resistono negozietti di quartiere e locali vintage, di cibo e non solo, soffocati pure quelli. I mulini che si trovano spesso nelle campagne sembrano grosse matite, almeno quelli senza pale.

A Palma stanno in piedi per miracolo ma sono perfetti da fotografare. A SC si tiene un mercato giornaliero da non confondersi con San Juan, mercato dedicato alla gastronomia. Per qualche strano motivo non vediamo nessuno dei due (peccato).

LE PIAZZE

Ci sono tante piazze da vedere a Palma, non perdete il colpo d’occhio sulla principale, Plaza Mayor, tutta circondata da portici, dove sarete attratti dai locali (entrerei ovunque ad assaggiare qualcosa) e travolti dalle vetrine dei negozi.

Ma se siete bravi a resistere alle tentazioni ammirate semplicemente gli edifici, la cosa più bella del Casco antiguo, il centro storico, Almudaina, dove vivevano anticamente i sovrani dell’isola e oggi museo) e i Bagni Arabi sono i lasciti più importanti di tale epoca.

LA STAZIONE E I TRENI

Plaza de España è un grande spazio aperto circondato da palazzi e dominato dalla statua di Jaume I. Soprattutto è la stazione intermodale della TIB dove partono molti bus e pochi treni, mentre il trenino per Soller ha una vecchia stazione dedicata. Sapete la mia passione per i luoghi di passaggio, andate a vederli!

Se il web non mi tradisce l’ultima mia scoperta (casuale) riguarda il passato minerario dell’isola, scavando (!!!) alla ricerca dei treni ho scoperto una storia triste – quella delle miniere – che chiunque nel mondo vorrebbe seppellire. Se le grotte sono visitate da migliaia di turisti ci sarebbero altri motivi per esplorare il sottosuolo dell’isola. Mallorca ha a malapena tre linee ferroviarie, in passato le rotaie scorrevano ben più numerose, sia sopra sia sotto terra. Marmo, piombo, rame e soprattutto carbone erano ricercati e fanno parte, si fa per dire, della ricchezza del passato. Chissà se diventeranno parte del futuro con il recupero dei percorsi. Archeologia industriale sarebbe un tema più che attuale.

LE ARCHITETTURE

Plurale, civili e militari. L’architettura civile è un tripudio di palazzi, patii, stili come il barocco e il modernismo.

Statue di ogni dimensione sono messe ad abbellire gli spazi pubblici.

L’architettura militare è variamente rappresentata, si vedono bene la cinta muraria e gli antichi bastioni.

Fra questi Es Baluard occupa un arioso spazio aperto e ospita all’interno il museo di arte moderna e contemporanea.

PASSEIG DES BORN

Passeig, Can, Carrer, sa. La toponomastica maiorchina è altro rispetto allo spagnolo.

Passeig des Born sembra una piccola rambla ma è un viale alberato con ampio passaggio pedonale centrale, locali e negozi sui lati.

Il vicino Parque de Feixina mi piace per le meridiane con i nomi delle quattro stagioni.

Scendendo verso il mare si trova Torrent de Sa Riera, il canale che fino al 1600 passava per le ramblas del centro, poi spostato e messo in condizione di non nuocere dopo una serie di esondazioni, infine rimesso a nuovo e bello, in perfetto equilibrio fra alberi e pietre.

Quelle che chiamo “opere della natura e dell’uomo”.

IL LUNGOMARE

Avenida Gabriel Roca e soprattutto Passeig Maritim sono una lunga striscia d’asfalto a ovest del centro storico che arriva fino al porto marittimo.

Più dei palazzoni, uffici, alberghi mi piace vedere le palme che lo ornano e i pennoni delle barche ormeggiate a centinaia, tutti puntati verso il cielo.

Il lungomare ha una sua vita propria ed è piacevole, sin dalle prime luci del mattino.

A ovest si estende l’ampia area verde, dominata da Castel Bellver, a est la sagoma della Cattedrale, la Sé.

(LA MESSA NELLA) CATTEDRALE

Assistere alla messa nella cattedrale gotica di Palma è un appuntamento domenicale che consiglio. Si svolge a mezzogiorno, è emozionante anche per una fredda agnostica come me. Arrivate presto e sedetevi. Mamma è stata molto contenta e pure io.

La chiesa dalla sagoma inconfondibile si vede da quasi tutta la città, è maestosa e sobria all’esterno, splendida e ricca al suo interno.

Uscite dalla messa passeggiate nel centro storico, vi sono diverse chiesa interessanti in città. Noi passiamo accanto a San Michele e San Francesco.

Quest’ultima è chiesa e convento. Tra una visita e l’altra facciamo le consuete pause caffè e spuntino – pranzo.

LA CITTÀ VISTA DALL’ALTO

La conclusione è il consiglio che do sempre nei miei viaggi, la visuale dall’alto che ho molto apprezzato grazie a due esperienze, da fare a inizio o a fine giornata con le luci migliori.

HOSTAL CUBA – Domenica 7 aprile a fine giornata prendo un’ora tutta per me, senza parenti, per un aperitivo in libertà allo skybar in cima alla torre di Hostal Cuba. Siamo sempre a SC a un quarto d’ora da casa.

Lontano dalle cime dei grattacieli di Bangkok dove i termini skybar e rooftop hanno più senso, qui siamo al terzo piano ma vedete che vista!

La musica di sottofondo è giusta (ma ci sono anche serate con la musica proposta dal resident DJ). Lo Skybar è specializzato in cocktail ma preferisco mantenermi sul vino rosso, una certezza per me.

E ora sul sito web vengo a sapere dei cento anni di storia di quello che oggi è un boutique hotel quattro stelle, ricavato in un edificio in stile Art Nouveau “Bene culturale protetto”, nulla a che vedere con un ostello, sia chiaro! Un tempo era frequentato da marinai e pescatori, nonché luogo di incontro per la comunità locale.

Hostal Cuba è aperto dal mattino alla sera, dalla colazione alla cena, e pure per gli ospiti esterni come me, è davvero accogliente all’ora dell’aperitivo.

IL CASTELLO BELLVER – Martedì 9 aprile è l’ultimo giorno, la mattina prima di prendere l’aereo di ritorno ci teniamo del tempo per visitare un altro (e alto) sito vicino a casa.

Il castello di Bellver assomiglia a Castel del Monte in Puglia per la posizione, ma ha forma circolare anziché poligonale, è molto affascinante nonostante i pesanti restauri che ha subito.

Oltre alla posizione dominante sulla capitale e la costa ovest di Mallorca, all’interno ospita una ricca collezione di oggetti e cimeli sulla storia dell’isola, a partire dall’epoca talaiotica e romana.

Apprezzo molto l’allestimento di questo piccolo museo tutto da visitare, tanto meglio a fine soggiorno. Mai visitare un museo a inizio viaggio!

Tanti dettagli ora mi sono chiari, dopo una settimana in giro per l’isola. E guardate la vista spaziale che si gode da lassù!

Su Facebook il racconto e le immagini della giornata.

DOMENICA 7 APRILE

La città vista dall’alto. Hostal Cuba è vicino a casa, c’era scritta la parola magica #skybar e non ho saputo resistere anche se è solo al terzo piano. Ma che vista c’è da quassù? Muy muy chulo e tutti quanti con il drink in mano, in vista della cattedrale e del porto di Palma. In questi giorni mi sono limitata ad assaggi semplici poco impegnati. Rioja Tempranillo Syrah. Magari la prossima volta faccio un bel wine tour se qualcuno vuole unirsi, intanto continua #inviaggioconmamma day 6

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219297292769732&id=1432433370

Ieri abbiamo passeggiato per Palma dalla tarda mattinata perché prima pioveva, una bella pioggia fresca che ha ben bagnato la terra dopo due mesi di siccità, ha reso l’aria ancora più pulita e frizzante… E ha spopolato il capoluogo dove a fronte di 400000 abitanti e molti visitatori c’era veramente poca gente in giro. Una domenica tranquilla insomma scandita dalla ricerca di una chiesa, siamo entrate in ben tre edifici religiosi dove c’era la messa. Nella chiesa ortodossa mi sono venuti i brividi perché questo rito mi fa sempre un po’ impressione. A San Michele ci siamo fermate poco e siamo riuscite invece a entrare alla messa di mezzogiorno nella bellissima cattedrale! Niente foto ma pazienza, poi ancora una passeggiata su fino alle ramblas, una paella e piano piano il ritorno a santa Catalina. E oggi dove andiamo? Questo era #inviaggioconmamma day 6

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MARTEDI’ 9 APRILE

Ieri prima di partire da PDM siamo andate al castello di Bellver, salendo in taxi e scendendo in auto, con e grazie a una giovane coppia inglese, carinissima. Bellver è stato restaurato molto bene e somiglia al nostro gioiello della Puglia, Castel del monte, per la posizione e la forma. Al suo interno si può visitare il museo che descrive la storia di Mallorca con tanti dettagli che dopo una settimana in giro mi sono ben chiari. Mai visitare un museo a inizio viaggio! E che vista spaziale si gode da lassù! #inviaggioconmamma day 8

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219318406697567&id=1432433370

Lo prendo… Non lo prendo… Ho fatto la brava oggi, niente caffè da Starbucks anche se mi faceva molta voglia, e chissà perché l’ho trovato solo in aeroporto e non in città. Invece ho preso il volo oggi pomeriggio così io e mamma Tina siamo tornate a Venezia stanche ma molto felici. Avrei molte persone da ringraziare, vicine e lontane, con calma, ma il pensiero con cui oggi saluto gli amici di Facebook è la speranza che possiamo ancora viaggiare così. Questo “esperimento” mi spaventava un po’ prima di partire invece #inviaggioconmamma è andato benissimo!!

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10219313804662519&id=1432433370

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