Vi riporto ai profumi e sapori delle Azzorre con questo post che la Lonely Planet scànsate proprio.

Se vi mette fame avvisatemi, io lo spero. Con un “occhio di riguardo” ai suoi colori e alla gente.

Buon appetito, ops buona lettura!

DOZE RIBEIRAS (TER)

Una piccola baia dove le onde dell’oceano sbattono, più alte e fragorose di ieri. Meno male ci sono due piscinette per rilassarsi e bagnarsi, e l’immancabile baretto che svaligiamo prendendo bevande e snack. E le visite culturali dove sono? Vedere alla voce Enxofre (lo zolfo).

EMIGRAZIONE

Alle Azzorre oggi andiamo per vacanza, fino a pochi decenni fa se ne andavano gli azzorriani per cercare lavoro e fortuna, per fare soldi insomma, in altri lidi. Emigranti come molti di noi italiani, sono partiti prima in nave poi in aereo soprattutto verso Usa e Canada. Essi stessi ritornano nelle vacanze, vanno a trovare i vecchi per esempio, come facciamo noi. Quando capita di vederli, al porto, nei paesi, si riconoscono perché un poco ostentano ciò che hanno ottenuto. Il benessere per esempio. Altri sono tornati, hanno aperto attività facendo tesoro della sua esperienza, a me ricorda qualcosa, a voi?

ENXOFRE

Lo zolfo è un elemento delle isole ed è correlato alla loro natura vulcanica, potremmo “annusarlo” subito a Terceira ma la visita a Furnas do Enxofre salta. Peccato, avevo proprio voglia di veder ribollire le acque sulfuree, ci rifacciamo a Furnas (SMI).

ERICA

Questi piccoli fiori simboleggiano la primavera azzorriana con i loro morbidi cuscini rosa scuro, così come d’estate le ortensie sono il fiore simbolico. Tutti conosciamo questi cespugli azzurri e le loro immagini iconiche. Se ci sono molti più ospiti d’estate e molte più immagini in azzurro che in rosa scuro, questo sarà un ottimo motivo per tornare alle Azzorre a vedere i campi fioriti di erica. Ps sono entrambi nomi di donna.

ERMIDA

Eremo, ogni volta che vedete un cartello che indica un eremo correte a cercarlo, sarà una scoperta.

*** E ora vi porto in cucina o a tavola ***

ERVILHAS

Fagiolini, legumi rampicanti.

ESPADARTE

Pesce spada.

ESPINAFRE

Spinaci.

ESTUFADO – ESPETADO

Stufato, infilzato. Due modi di cucinare la carne. I termini utilizzati in cucina mi piacciono assai.

ESTUFAS (SMI)

La coltivazione dell’ananas Arruda in serra che per maturare impiega il doppio delle altre coltivazioni tropicali, ma dà un prodotto ottimo da consumare fresco o come succo, dolce al punto giusto, ricco di proprietà nutrizionali. Fasi produttive ben spiegate durante la visita gratuita, un’ora spesa bene, consigliato. Abacaxi è il nome dell’ananas in portoghese, una delle mie parole preferite. Vedere il primo glossario azzorriano A – C.

FAJA DO OUVIDOR (SJO)

Faja significa “striscia di terra vicino al mare” ed è l’elemento dominante del paesaggio di Sao Jorge. Faja do ouvidor con la Poça Simao Dias è uno spettacolo naturale tra i più belli, affascinante da vedere, dove la lava solidificata ha formato grotte, pozze e cascatelle. Si raggiunge a piedi per un sentiero scosceso fino alle pozze e al mare. L’abbiamo visto sotto una pioggia battente.

FAJA DOS CUBRES (SJO)

Una chiesetta un baretto e un parcheggio salutano i prodi che dopo 12 chilometri (sotto pioggia, vento e fango) arrivano fino a qui, presso il mare, affaticati ma elettrizzati da quattro ore di discesa da Serra do Topo alla Caldeira di Santo Cristo (Q.V.). La cappella di nostra signora di Lourdes è il vostro punto di riferimento, al baretto prendete qualcosa, siete arrivati.

FAIAL DA TERRA (SMI)

Vedere Salto do prego.

FAROL

Il Faro, i fari sono i pinnacoli sospesi sul mare oggi sempre utili ai navigatori e grande attrazione turistica, essenziali per secoli per la gente di mare. Tanto da generare figure mitologiche come il guardiano del faro, colui che controllava arrivi e partenze nel porto, cambiava la legna, poi l’olio della lampada. Ora c’è la luce elettrica. *** Vi riporto in cucina e a tavola con altre quattro parole dedicate ***

FAVAS

Le fave.

FEIJAOS

Fagioli, i legumi hanno ampio spazio nella cucina azzorriana.

FIGADO

Il fegato.

FRANGO

Il pollo, onnipresente carne bianca cucinata in vari modi. Mi ricorda tanto il Brasile però…

FESTIVIDADES

Nelle feste popolari si ritrova il paese, nelle strade, nelle piazze, fuori e dentro la chiesa che diventa elemento di aggregazione per tutti. Processioni interminabili, libagioni abbondanti, canti e balli allietano queste giornate. Nella nostra estate quando noi andiamo in vacanza alle Azzorre tornano gli emigrati e vederli qi, insieme magari per pochi giorni l’anno, fa bene al cuore.

FONTINHAS (TER)

Uno dei paesi dove si svolgono le touradas, tradizioni popolari da vedere perché incruente ma meglio farsele spiegare. Io sono contraria all’uso degli animali ovunque, anche nelle corride, non capisco queste tradizioni.

FURNAS (SMI)

Pozze calde con molte possibili visite infernali, ribollenti e nauseabonde per i miasmi dello zolfo (enxofre) da non annusare assolutamente, ma in un ambiente paradisiaco. All’ora di pranzo fermatevi per il cozido (Q.V.), la carne che viene stufata per sette ore con contorno di verdure, messo a cuocere in buche dove passa il calore, tipo al mattino alle 6 per mangiarlo alle 13 e poi dalle 14 per le 21, incredibile no?

*** Andiamo ora a bere e mangiare qualcosa ***

GINGINHA

Infuso di ciliegie, liquore tipico delle aree lusofone quindi anche sul continente, molto buono come dopo cena.

GORREANA (SMI)

Marchio di tè azzorriano molto rinomato, da una delle due fabbriche di tè sopravvissute, anzi rinate, in questi anni. Questa è un’esperienza unica da fare in Europa in generale e alle Azzorre in particolare. Essendo molto meccanizzata ha poco della poesia delle piantagioni asiatiche ma spero che, come si vantano i produttori in ogni comunicazione, la tecnologia significhi un trattamento dignitoso delle risorse umane impiegate e la cura di tutte le fasi produttive. Si può passeggiare nei giardini coltivati con delle viste pazzesche verso il mare (pensate che la pianta di tè cresce di preferenza ad altitudini di almeno 1500 metri slm). All’interno si vedono i vecchi macchinari utilizzati, un esercizio storico e culturale. Ah c’è tè verde e tè nero, assaggiateli, scoprite le differenze e magari compratelo!

GRELHADO

La grigliata di carne o pesce è sicuramente un piatto da provare alle Azzorre.

HONGOS

I funghi, crescono selvatici, mangiateli al ristorante e non raccoglieteli se non li conoscete.

HORTA (FAI)

La capitale di Faial coniuga felicemente architettura (in centro) e natura (fuori città), è sede di un bel giardino botanico da vedere salendo o scendendo a piedi in collina. Ricca di storia antica e glamour moderno, mostra luoghi curati e colorati accanto a palazzi storici e angoli sgarrupati o nascosti, come per mostrarci le fattezze della città di una volta. Qui mi sento tanto alla Havana, l’ho vista di giorno e di sera durante la Semana do Mar, le giornate più spumeggianti dell’anno quando trovare da dormire è un delirio ma ce la godiamo tantissimo! Il castello domina la baia e centinaia di barche e velieri di ogni foggia sono ormeggiati sulla lunghissima marina, di passaggio tra Europa e America. Da qui si parte per l’escursione in barca a vedere delfini e balene, esperienza indimenticabile (chiedete ai miei pax).

ILHEUS

Isolotto, ce ne sono tanti lungo le coste frastagliate delle isole principali, sono spesso disabitati o popolati da fauna e flora indigene o endemiche. Visitateli con rispetto.

IMPERIOS

Le chiesette votive che costellano i paesi alle Azzorre a volte sono semplici, altre volte coloratissimi, splendidi esempi di architettura religiosa.

JANELA

Finestra, una delle mie parole top in portoghese. Che sempre fotografo, vedere qui.

JARDIM BOTANICO

Un giardino botanico sarebbe sempre da visitare quando si esce dal proprio ecosistema, sia per vedere riunite le piante locali, sia per imparare qualcosa sulla storia naturale. Peccato che noi alle Azzorre abbiamo visto la natura trabordante soprattutto fuori, passeggiando nella natura.

KITESURF

Uno sport adrenalinico che io non avrei mai praticato, nemmeno da giovane, ma sempre un bel vedere anche solo per la popolazione che attira. Non sarà mai come in California o in Florida ma…

LAGOAS (SMI)

Miradouros come Lagoa do Fogo meritano una sosta, prendetevi 2-3 ore se volete scendere a piedi. Oppure fate come noi, ammiratelo dall’alto che è già stupendo di suo, per rilassarvi infine alle terme! Per le voci LAGOA VERDE – LAGOA AZUL (SMI) Vedere SETE CIDADES.

*** Torniamo in cucina con un po’ di pesce ***

LAGOSTA

Aragosta

LAPAS

Cirripedi

LULAS

Calamari

LAJIDO (PIC)

Sulla costa nord ovest di Pico si prende un sentiero sulla spiaggia e da Lajido si va verso ovest, sino a Cabritos. Una bella passeggiata di un’ora ricca di suggestioni paesaggistiche e… geologiche. Il percorso completo parte o arriva a Santana.

LAJES (PIC)

La cittadina della costa sud di Pico dove molti turisti partono per osservare i cetacei in barca, noi invece dei servizi di Camilo Costa a Pico abbiamo preferito quelli di Norberto, a Horta, per il whalewatching. A Lajes siamo arrivati dopo il tentativo fallito di salire sul Pico e ci siamo consolati per mezza giornata. Ho già scritto che pioveva (che novità) ? Allora abbiamo preso un caffè caldo e fatto due giri del paese. Museo baleeiros e giro in bici su per stradine ripide e sterrate, verso le vigias (le bianche torri di avvistamento cetacei ora parzialmente in disuso). Pedalare è molto difficile ma i paesaggi ampiamente ricompensano la fatica. La visita del museo è imprescindibile per conoscere la storia infernale della caccia alle balene.

LOMBA

Dosso di collina (lombada)

LOURAIS

Il formaggio! Cooperativa Agricola de Laticínios dos Lourais de São Jorge.

*** Ora assaggiamo un po’ di frutta ***

LARANJA

Arancia.

LIMAO

Limone.

MACA

Mela.

MELAO

Melone.

MORANGO

Fragola.

MADALENA (PIC)

Porto principale di Pico, l’altro è Sao Roque dove alloggiamo in ostello. Fate una passeggiata fino alla cattedrale e magari fare un po’ di shopping.

MANADAS (SJO)

La chiesetta di santa Barbara ci accoglie all’inizio del paese dopo una pioggia torrenziale. Bordata in pietra di basalto e dipinta di bianco, è bellissima nella luce del tardo pomeriggio. L’interno è in pietra e legno dorato, con dei pregevoli azulejos. Grandi vedute sul mare, emozione assicurata.

MANHENHA (PIC)

Vedere Ribeirinha.

MASSA

Pasta, impasto per dolci o prodotti pastari.

MIRADOUROS

Belvedere, ma quanti ce ne sono? Ne ho contati sei in quattro isole, solo quelli dove abbiamo sostato:

Quatro ribeiras e Lagoinhas a TER, Sete fontes a SJO, Terra alta a PIC, Ponta do Sossego e Pico da Cruz a SMI.

MONTE BRASIL (TER)

Una foresta antica e un parco dove si ricorda la storia di Terceira. Si raggiunge dal centro di Angra do Heroismo (vedi) a piedi in meno di un’ora.

MORCELA

Sanguinaccio, un fungo che piace a tanti ma a me non dice molto.

MOSTEIROS

I monasteri templi di devozione e luoghi mistici dove ammirare la natura.

MOSTEIROS (SMI)

Delizioso paese sulla costa nord ovest di SMI dove consiglio di mollare l’auto prima possibile, le stradine sono strettissime, e scoprire a passeggio le sue casette colorate, la chiesa matrice e ben due imperios. L’ambiente circostante è imponente, con insenature e promontori su un mare burrascoso e sullo sfondo scuri isolotti vulcanici. Se non volete rilassarvi alle piscine naturali (Poço da Pedra) cercate come noi la spiaggia di sabbia nera dal lato opposto del paese.

NORTE GRANDE / NORTE PEQUENHO (SMI)

Paesini nel nord di SMI dove partono trekking interessanti (Q.V.).

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