Domenica… In questa lunga giornata di spostamento percorreremo ben 600 km, in buona parte pericolosi, quasi sempre scortati. Peccato perché pure quaggiù lo Yemen si rivela una terra generosa nell’ambiente e nella popolazione. Partiamo alle 6,30 con il cruccio di non avere visto quasi nulla di Aden, consapevoli che oggi metteremo ben poco piede sull’asfalto e staremo in auto quasi sempre. L’ambiente intorno a noi cambia mille volte, la polizia corre con il lampeggiante acceso e noi le corriamo dietro.

Abjan (Zinjibar), Shuqra, Mudija, Al Mahfid sono a malapena nomi che riconosco sulla cartina, ci fermiamo a Habban dove iniziano le case di paglia e fango, quasi grattacieli, che incredibilmente stanno in piedi e resistono alle intemperie.

Img1029 Habban

Stiamo percorrendo la via dell’incenso con poche auto e, intorno a noi, tanti camion e alcuni cammelli. Dopo le 16 rivediamo il mare con solo una leggera foschia, stavolta ci fermiamo nella bellissima spiaggia bianca di Bir Ali. Il camp ha nelle casette di paglia semplicissime il suo punto di forza con il fascino di un posto intatto, così eco compatibile che, per sfuggire al calore delle capanne, quasi tutti dormiremo ben due notti sulle sdraio di paglia in spiaggia circondati da curiosi granchietti. Logicamente, sia a pranzo sia a cena, ci rimpinziamo con pesci interi bianchi prelibati, tranci di tonno e spada alla griglia, riso e verdure stufate. Fantastico.

Lunedì… Ecco cosa facciamo in questa giornata di totale relax al limite della noia: alle 6 una voce ci sveglia “Buongiorno delfini”, è Mohamed che ci fa alzare la testa per vedere tantissimi delfini giocare nello specchio d’acqua davanti a noi, tra la spiaggia e l’isola omonima (dei delfini) in cerca dei polipi che all’alba passano di qua. Dopo la colazione in spiaggia, buona parte del gruppo sale all’antico sito di Qana, situato accanto, o per meglio dire, sopra il camp. Presto esce un sole caldo che ci farà compagnia tutto il giorno. Mangiamo nella casetta del capo villaggio dove sono pure gli uffici, nel tardo pomeriggio in auto andiamo alle pendici del vulcano spento a vedere il tramonto dall’alto, nel cratere c’è un lago e intorno bellissime viste. Cena, chiacchiere in spiaggia e a letto.

A Bir Ali ho dedicato anche un post in inglese, l’ho chiamato la mia spiaggia preferita, di sicuro è in cima alla mia lista assieme ad altre spiagge di cui ho goduto il fascino e la tranquillità in altri continenti. Leggetelo!

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