Parliamo di Napoleone Bonaparte oggi cinque maggio 2021, a duecento anni esatti dalla sua scomparsa?

Parliamo della sua isola natale la Corsica? Da qui il piccolo corso è partito per conquistare il mondo e cambiarne per sempre la faccia. Napoleone anche oggi ha tanti nemici e se facciamo un conto dei tanti tesori, oggetti d’arte e non solo, portati via dall’Italia senza chiedere il permesso, è un elenco infinito.

Ajaccio è stata la sua città natale ed assieme a Corte, al centro dell’isola, ne custodisce le memorie più vive.

Bastia molto meno, a parte la piccola via pedonale presso il porto antico a lui dedicata. Rue Napoléon è una trappola per turisti, una fila ininterrotta di negozietti. Non fa per me però ci passerete facilmente andando a passeggio verso il centro. Nella vicina Place Saint Nicholas campeggia la statua dedicata a Napoleone. Rue Paoli è dedicata a Pasquale Paoli, l’eroe della breve indipendenza corsa, a mio avviso è la più bella strada in città perché non ha solo negozi e locali ma diversi edifici interessanti.

Esattamente 200 anni fa, nell’isola di Sant’Elena, moriva Napoleone Bonaparte. Ho atteso tutto il giorno per raccontarvi qualcosa di questo uomo piccolo per alcuni, grande per altri. Scrivo della Corsica, l’isola dov’è nato nel 1769, per fare due passi insieme a voi. Mettiamoci in cammino, andiamo a passeggio per Bastia.

Questa città nella mia seppur breve visita è andata oltre le più rosee aspettative.

Bastia è spesso identificata come un luogo di passaggio e avrei potuto fermarmi giusto per il tempo di un pranzo veloce. Bastia invece è come una donna matura, una sirena che ti ammalia e quando ti prende fra le braccia rischi di essere trattenuto ben più a lungo del previsto, per ore o per giorni interi.

Se ci arrivate in nave poi, come ho fatto io lo scorso settembre nei quattro giorni più trasgressivi del 2020 (sempre nell’alveo della legalità eh, ma sono andata all’estero e scusate se è poco!) la vedrete così, lunga e sinuosa.

Avrete voglia di respirare la sua aria che è tanto francese quanto italiana. Vi sentirete un poco a Genova nel percorrere i suoi carrugi, e un poco a Cagliari nelle piazze attorno al porto.

Vorrete salire fino alla Cittadella per vedere la città da lassù, nel suo insieme fatto di terra e acqua, di carne e pesce, di pietre e calce.

A me Bastia è apparsa ammaliante già dal traghetto, che è entrato in porto dopo quattro ore di navigazione da Livorno, una piccola bellissima crociera. Avevo una voglia pazza di scoprirla e sono stata soddisfatta anche se, diciamoci la verità, se chiedete cosa vedere a chi è stato in Corsica, fra le città vi dirà Bonifacio – Ajaccio – Calvi più facilmente che Bastia. Peccato!

Ne ha fatte di cotte e di crude questo piccolo corso, noi italiani lo sappiamo bene. Se volete fare un bagno di cultura (e magari volete farvi salire il nervoso per la quantità di quadri italiani ivi custoditi) andate proprio nella città natale di Napoleone. Al Museo Fesch di Ajaccio troverete una collezione di quadri di prim’ordine. Non sarà come andare al Louvre di Parigi ma quasi.

Esplorate poi il resto dell’isola della bellezza, come la chiamano i francesi. Se avete pochi giorni salite a Cap Corse (meglio in auto) per vedere nuovi strabilianti panorami. Ne vale la pena!

Vi ho fatto voglia di andarci, o come me ci siete già stati e non vedete l’ora di tornare in Corsica?

Dopo la visita me ne sono andata da Bastia in bus e ho proseguito il mio piccolo giro (di soli quattro giorni) in auto. Al prossimo giro vorrei partire da Bastia… in treno! Anche con le sue limitazioni, di orario, di percorso e per me pure di bagaglio, sarà un viaggio bellissimo.

Potete fare base proprio a Bastia per esplorare il nord della Corsica, o in alternativa stare fuori città. Io per esempio ho dormito a Saint Fleurent borgo splendido allungato sul mare, coccolissimo e super accogliente.

Potete vedere molti luoghi suggestivi a Bastia.

Jardin Romieu.

Polmone verde per una città piena di edifici di epoche diverse, vi farà vedere tutte le sfumature di verde e sentire tutti i profumi della macchia mediterranea, mentre lo percorrete nei suoi sentierini. Mentre ammirate le varie vedute della città non fatevi sfuggire la scala monumentale (non è questa) dedicata proprio a Romieu.

Vieux Port.

Io non capisco nulla di barche ma mi piace vederle ormeggiate al sicuro, ben legate, ondeggiare all’unisono.

Cittadella.

Domina dall’alto il quartiere di Terravecchia con le case dai colori pastello e i carrugi in pieno stile genovese. Qui si trova il Palazzo dei Governatori, sede del Museo della città.

Piazza del Mercato.

Il mercato è il momento in cui i produttori corsi espongono le loro mercanzie, ve le raccontano e le fanno assaggiare prima di farvele comprare.

Che fortuna aver visto la piazza proprio di sabato, alla fine del nostro piccolo tour, subito prima di riprendere il traghetto per l’Italia. E che dire della sarabanda di tutti i prodotti in mostra, di origine animale e vegetale?

Quel che non avrete preso prima lo potete trovare e acquistare proprio qui, dopo un doveroso assaggio.

Chiese ed oratori.

San Giovanni Battista e la Cattedrale, dedicata a Santa Maria, sono gli edifici religiosi più imponenti e scenografici di Bastia, troverete anche altre piccole chiese sul vostro cammino.

Oratorio della Confraternita della Santa Croce e Oratorio dell’Immacolata Concezione sono i lasciti principali delle confraternite, potenti istituzioni del passato.

Vi lascio con le parole del post che ho dedicato a Bastia nel diario di viaggio dove ci sono alcune suggestioni e punti di riferimento per la visita.

La città vista dall’alto (ma non troppo).

Questa è la Cittadella di Bastia. Disclaimer – leggete fino in fondo

* Oggi abbiamo salutato la Corsica passeggiando nel vecchio porto, su fino alla cittadella, giù per vicoli e scale di un quartiere ancora più sorprendente e splendente. Per nulla turistico, vivo e vissuto dai suoi abitanti.

* Facendo riferimento al palazzo di giustizia siamo salite per la strada a sinistra, e scese per il giardino Romieu. Infine ci siamo fermate al mercato del sabato per un po’ di shopping gourmet.

* Accanto al campionario di sapori dei prodotti tipici, un tripudio di gusto da far venire l’acquolina in bocca, altrettanto interessante e colorito era il campionario dei frequentatori. Ho già scritto che la Corsica è un’isola molto tollerante??

* E infine per sentirmi davvero francese ho preso una baguette in panetteria e me la sono infilata sotto l’ascella.

* Se mi avessero chiesto cosa volevo come tempo e temperatura ideale avrei detto esattamente quello che ho trovato in Corsica. Qui è ancora estate, si alternano colori e profumi accesi, zaffate di macchia mediterranea, sfumature e pennellate dove un pittore potrebbe sbizzarrirsi con pennello e tavolozza.

Lascio l’isola della bellezza con gioia, curiosità e ammirazione per i corsi che ci hanno dato tanto in questo breve tempo trascorso insieme. Merci beaucoup!

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