Se volete bere bene a Venezia avete un’ampia scelta di posti ad accompagnare i piatti della cucina tradizionale e non solo. Vi sono trattorie e ristoranti vecchi e nuovi per ogni occasione oltre ai tanti bacari, naturalmente, dove ombre e cicheti la fanno da padrone. Ma c’è molto di più fra la vasta gamma di locali veneziani, a volte bene in vista nelle fondamente più affollate, altre volte seminascosti tra le calli. 

Oggi vi porto a provare un posto speciale, un poco enoteca, un poco luogo di meditazione, ma anche scrigno di una cucina per palati fini, al contempo semplice e ricercata. Si chiama Vineria all’Amarone, si trova in pieno centro a due passi da Rialto e San Polo, si identifica con la Valpolicella e i suoi grandi vini rossi, Amarone e non solo. 

La prima volta, ben sei anni fa, mi ci ha portato Monica Cesarato, la mia amica foodblogger (che dio la benedica). Ci siamo tornate insieme negli ultimi mesi e ora è diventato per me una tappa piacevole dove trovo sempre facce amiche e sorrisi, un buon calice da provare seduta a un tavolo, fuori o dentro a seconda dell’orario e del clima. Soprattutto all’Amarone trovo la gentile supervisione di Johann Depietri, anima e cuore della Vineria sin dalla sua nascita, otto anni fa nel lontano 2013. Perché all’Amarone si va per fermarsi, non è un luogo di passaggio come ce ne sono tanti a Venezia. E siccome Johann è una fucina di idee, all’Amarone si organizzano degustazioni e corsi di cucina. Oppure, se siete distanti, dall’Amarone si può attingere al loro nutrito E commerce e farsi recapitare a casa una selezione dei loro migliori vini. 

Alla fine del 2020 gli ho chiesto se voleva raccontarsi ai lettori di Gamberetta rossa ed ecco qui. Di seguito troverete la storia sua e della sua bella famiglia. Leggetela, magari sorseggiando un calice di Amarone. 

E andate a trovarlo! Se vi propone un abbinamento azzardato fidatevi, l’ha provato per voi e i suoi consigli sono frutto di lunghe ricerche e ispezioni sul campo. Della sua passione vi accorgerete al primo istante, della qualità perseguita come un mantra pure. Che vi parli di un piccolo vignaiolo o di un formaggio, scovato in una valle sperduta tra le montagne e selezionato con cura, poco cambia. Lunga vita alla Vineria All’Amarone!

1  Chi sei – dove ti trovi? Raccontaci qualcosa di te e del tuo lavoro.

Sono Johann Depietri, ho 39 (quasi 40) anni. Sono nato e cresciuto a Venezia centro storico, dove risiedo tuttora, a parte una breve parentesi di 6 mesi in Australia.

Ho la fortuna di avere alcune passioni, il web marketing ed il vino, che coincidono con il mio lavoro (o forse dovrei dire lavori!). Sono co-founder di una piccola Web Agency Jam Web Venezia che da 7 anni si occupa di diverse realtà nel veneziano, e co-titolare insieme alla mia famiglia di Vineria all’Amarone nata nel Febbraio 2013 vicino a San Polo, Venezia. Quest’ultima è l’attività più recente nel mondo del food & beverage di famiglia. In passato siamo stati titolari di alcune realtà come il Kenny, primo fast food a Venezia e anche del Bacaro Jazz, un Cocktail Bar / Ristorante che abbiamo ceduto una decina di anni fa. Continuando sul tema F&B, a breve sarò iscritto al terzo anno del corso sommelier di AIS, questa attività mi ha dato il forte impulso di avvicinarmi sempre di più alla Vineria soprattutto in ottica di “Business Development”: nella ricerca e ottimizzazione della nostra carta vini, delle materie prime della nostra cucina, dei servizi ai clienti ed altro ancora. Da poco tempo a questa parte ho unito le mie due passioni sviluppando e lanciando online l’eShop della Vineria, specializzato al 100% sui vini della Valpolicella.

Stiamo via via ampliando l’offerta ed a breve forniremo ai nostri clienti la possibilità di effettuare “degustazioni a distanza”, acquistando i nostri vini e connettendosi online con una persona dedicata del nostro staff. Potrei stare ore a parlare delle nostre idee e prossimi sviluppi, ma lancio al pubblico in invito a parlarne direttamente da noi degustando un buon Amarone della Valpolicella.

2  Da dove vengono i tuoi ospiti? Sono più italiani o stranieri?

Attualmente gli ospiti di Vineria all’Amarone sono stranieri in maggioranza; quest’anno, (2020, NdR) visto il cambio di flussi, abbiamo avuto tantissimi tedeschi, austriaci e svizzeri. Tanti francesi sono sempre venuti da noi anche per il fatto che mia madre è francese ed io sono bilingue, questo aspetto si riflette positivamente sulle guide e sui siti di recensione in francese. Generalmente vengono a trovarci tanti Americani (quest’anno sono venuti a trovarci dalle base militari Italiane e tedesche), inglesi e irlandesi che spesso prenotano le nostre esperienze di degustazione di vini italiani (o “Wine Flights”). Detto questo però ci vengono a trovare sempre più clienti italiani, questo ci fa enormemente piacere perché stiamo tarando l’offerta di vini e la qualità dei nostri prodotti proprio a loro. Diciamocelo, è decisamente più facile accontentare un cliente straniero che può avere meno familiarità con i nostro prodotti enogastronomici; più difficile ma sicuramente più stimolante accontentare ma soprattutto stupire un cliente italiano con vino, prodotti, location e servizio. 

Ultimamente abbiamo introdotto dei prodotti davvero particolari come i nostri taglieri di salumi e formaggi affinati nell’Amarone e nel Recioto e stiamo anche ampliando la selezione di vini naturali, che, oltre a piacere molto a noi, incuriosisce sempre di più i clienti italiani e non solo.

3  Hai verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Non li chiamerei stereotipi ma più “abitudini” sia nel consumo sia nel vivere l’esperienza da noi. 

Queste sfumature sono una ricchezza, rendono il lavoro più piacevole e stimolante soprattutto quando abbiamo tempo di fermarci a fare due chiacchiere con loro e scoprire da dove vengono, cosa fanno, cosa faranno a Venezia, come ci hanno trovato, cosa gli è piaciuto da noi (e cosa non è piaciuto, che spesso è ancora più importante).

4  Raccontaci qualche aneddoto bello o brutto legato al tuo lavoro.

Racconto un aneddoto emozionante. Lungo tutta la parete interna del locale abbiamo uno scaffale di bottiglie vuote dove i clienti che le hanno bevute possono lasciare attaccata una recensione della loro esperienza da noi. Qualche anno fa, insieme a mia moglie, mi è capitato di leggere la recensione di una coppia di anziani marito e moglie che hanno scritto più o meno così: 

“Finché entrambi saremo in vita non ci toglieremo mai la gioia di venire a trovarvi, affinché io e mia moglie possiamo goderci una buona bottiglia di vino insieme”. 

Ecco, in realtà era scritta davvero meglio di quanto la descriva qui io… 

Fatto sta che mia moglie e diverse persone del nostro staff sono scoppiate a piangere. Un messaggio davvero toccante, pareva di vederli allontanarsi mano nella mano dal locale dopo aver passato un bel momento da noi. Sigh! Conserviamo tutti i messaggi, mi metterò alla ricerca e ve lo farò leggere prima o poi!

5  Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio fa venire voglia di starci insieme più tempo? Si può diventare amici degli ospiti e mantenersi in contatto anche dopo?

Ancora una volta mi ritengo davvero fortunato. I miei genitori hanno sempre avuto attività nell’ambito della ristorazione da quando io e mia sorella siamo nati e la maggior parte degli amici di famiglia sono stranieri! Abbiamo tante buone amicizie a New York City, a Los Angeles, un carissimo amico di lunga data da Montreal, diversi amici in Australia e in altre parti del mondo. Anche questa la considero una ricchezza, in quanto permette di “evadere” da una situazione “locale” e di avere più finestre sul mondo. Non si tratta di essere persone speciali o meno ma si tratta di persone con cui si sviluppano delle affinità. Con queste ci si mantiene in contatto per lungo tempo, o perché andiamo a trovarli noi ma spesso e volentieri queste amicizie nascono perché queste persone sono dei VeniceLovers e tornando a Venezia vengono sempre a trovarci. Ovviamente abbiamo diversi amici tra i “locals” che vengono a trovarci regolarmente. 

6  L’ospitalità si compone di tanti fattori, secondo te quali doti o talenti deve avere chi se ne occupa, e cosa si impara invece lavorando “sul campo”?

Eh, domanda difficile questa, perché si sono d’accordo con te, l’ospitalità si compone di tanti fattori. A lungo termine però penso che il fattore che contraddistingue un’ospitalità riuscita sia la capacità di ricavare gioia nel far star bene le persone che vengono a trovarti, una sorta di altruismo che procura piacere (ovviamente sempre commisurato alla sostenibilità economica eh, nel senso che saremmo tutti capaci a far contenti il mondo regalando vino, Ah ah!). Sul campo impari a discernere come far contento il cliente: c’è quello che ha voglia che gli racconti tutto quello che sai sul vino, c’è quello che apprezza un servizio discreto e quasi “invisibile”, quello che ha voglia di raccontarvi quanto gli sta piacendo quello che sta mangiando e via dicendo.

Sul campo quindi si impara l’empatia e come relazionarsi a persone diverse anche in base al linguaggio del corpo, alle reazioni allo stile del tuo servizio etc. D’altra parte dalla mia famiglia ho imparato che spesso è importante stupire il cliente spesso con dei piccoli gesti, che gli faranno ricordare quella mezz’ora, quell’oretta o di più passata da te. Anche qui, si aprirebbe un intero capitolo sul fattore surprise me, ma ecco, sviluppando empatia con il cliente si riesce a fare anche questo!

7  Ospitare delle persone significa anche uscire, far conoscere le persone e il territorio “dietro” un locale. In altre parole viaggiare. Come pubblicizzi il tuo negozio / attività? Dove vai quando non sei impegnato al lavoro?

Eh, questa domanda mi piace! Mi piace perché siamo specializzati in un territorio specifico: La Valpolicella ed i suoi prodotti. Non in maniera esclusiva, infatti abbiamo diversi prodotti del Veneto e di altre regioni; però diciamo che la nostra “mission” è di introdurre ed “educare” i nostri clienti sui prodotti della Valpolicella appunto, vino in particolare. Quest’anno con lo staff ci sono stato diverse volte, ho perso il conto di quante esattamente. L’Amarone è il nostro vino preferito, in cantina abbiamo parecchie etichette e stanno sempre crescendo. Ci piace promuovere il nostro locale come una Easy Going (Valpolicella) wine experience. Quindi oltre a fare assaggiare i vini del territorio, cerchiamo sempre di dare qualche nozione sul tipo di vino, come viene fatto, quali sono le sue uve etc. (sempre che il cliente sia interessato eh). Oltre al contatto diretto nel locale, sui nostri social Instagram in particolare, ma anche attraverso il blog sul nostro sito, cerchiamo sempre di fornire alcune “chicche” ai clienti o potenziali clienti su cosa sia la Valpolicella e il perché valga la pena conoscere i suoi vini.

8  Consiglieresti a un giovane di occuparsi di ospitalità – ristorazione? SI – NO – Perché?

Diciamo che è un mercato davvero piacevole, hai a che fare con il mondo food & beverage (e cosa c’è di più bello di mangiare e bere) e con persone spesso e volentieri in vacanza (soprattutto qui a Venezia), che vengono da te per godersi un pranzo ed una cena. Detto questo è anche un lavoro bello impegnativo, feste, festività, bel tempo, brutto tempo sei sempre sotto, magari alle volte a corto di personale, con la sala piena e magari con clienti difficili da soddisfare. La lavastoviglie che ti si blocca e il forno che non si accende poco prima di iniziare il servizio. D’altra parte spesso ci vuole anche tempo affinché la tua idea di cucina e di ospitalità venga compresa ed apprezzata. E bisogna anche essere capaci di comunicare con umiltà la propria idea, soprattutto se ci si occupa di cucina contemporanea o ci si rivolge ad una nicchia ben specifica. Bisogna avere il tempo e la pazienza di diffondere la propria “buona novella”. 

Lo consiglierei sì, a quel giovane che ha passione del cibo e del vino, che se la sente di fare tanti sacrifici, che non vuole caricarsi TUTTO sulle spalle ma che vuole formare un buon team a cui delegare e, come dicevo prima, che ha fame di stupire ed appassionare i propri clienti! Daje!!

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