Da quando hanno aperto i musei e le mostre delle nostre città, a fine aprile, sto andando a vederli una volta a settimana. Mi sono tanto mancati durante il periodo delle restrizioni, ora queste visite sono per me un vero toccasana, non solo un appuntamento con la cultura.

Padova è il capoluogo veneto che frequento più spesso per lavoro, entrare in un museo diventa la mia pausa pranzo preferita, tra un caffè e uno snack. Oppure ci vado a fine giornata prima di tornare a Mestre. A ogni visita provo un piacevole senso di appartenenza e riappropriazione, dentro di me sento un fremito, il ritorno alla vita. E scusate se è poco, dopo che i nostri spostamenti sono stati limitati per mesi. Cercate le modalità di visita nei siti web di ciascuna sede espositiva, soprattutto riguardo la prenotazione, a volte obbligatoria e sempre consigliata. Andate nei nostri musei! Ora non sono molto affollati, ne uscirete felici.

CENTRO CULTURALE ALTINATE SAN GAETANO, PADOVA

Fino al 6 giugno 2021 al centro San Gaetano si può vedere la mostra su Vincent Van Gogh, “I colori della vita” arricchita nell’ultima settimana da alcuni eventi collaterali alla presenza del curatore. Marco Goldin vi condurrà per le sale in una speciale visita guidata: con la sua consueta ars oratoria vi intratterrà narrando la vita del pittore e il suo percorso stilistico. Seguirà il reading dello stesso Goldin con Remo Anzovino sullo scambio epistolare fra i due fratelli, Vincent e Theo Van Gogh. E infine sabato 5 giugno vi sarà il concerto che la cantante Alice dedica a Franco Battiato, recentemente scomparso.

Van Gogh non era pazzo. Marco Goldin lo sostiene e lo mette per iscritto, all’inizio del libro (di oltre 800 pagine) dedicato a uno dei massimi rappresentanti dell’impressionismo. La mostra “Van Gogh. I colori della vita” ha aperto i battenti il 10 ottobre scorso. In otto sale sono esposte ben 90 opere, inclusa una decina di quadri di suoi colleghi. Gauguin. Seurat. Signac fra gli impressionisti. Francis Bacon e Hiroshige fra i contemporanei.

Ci sono voluti due anni di preparazione per portare a questo allestimento coraggioso, ampio, arioso, anche per ottemperare alle norme di prevenzione del Coronavirus. Disegni e acquerelli descrivono una parabola stilistica lunga, sebbene limitata nell’arco di tempo relativamente breve della vita del pittore:

 Volti e corpi di donne e uomini al lavoro, curvi sui campi o in miniera.

 Mulini e telai.

 Nature morte e paesaggi.

 Cielo nuvole e mare.

 Fiori alberi e piante.

 C’è tanta campagna ma anche la Parigi di fine secolo.

L'”autoritratto di Van Gogh con cappello di feltro” è come la Gioconda di Leonardo, ci arrivi cosciente delle sue fattezze e ti sorprendi per le sue piccole dimensioni.

L’arlesiana attrae come una calamita ed è l’unica opera proveniente da una collezione italiana, la Galleria nazionale di arte moderna di Roma. Gli altri quadri vengono da musei europei e soprattutto dall’Olanda, museo Van Gogh di Amsterdam e il Kroller Muller di Otterlo.

https://www.lineadombra.it/ita/index.php

PALAZZO ZABARELLA, PADOVA

Si intitola “I Macchiaioli, capolavori dell’Italia che risorge” la mostra di Palazzo Zabarella con 102 opere esposte, nuovamente visibili fino alla fine di giugno. Mette in luce un periodo storico di transizione, l’unità d’Italia, il passaggio tra Ottocento e Novecento.

I Macchiaioli, pur nel loro carattere prettamente toscano, rappresentano un manipolo di pittori di respiro internazionale. Sono rivoluzionari almeno quanto gli impressionisti, ma non altrettanto noti al grande pubblico. Parlano dell’Italia come entità in formazione, l’unità nazionale è l’obiettivo da raggiungere.

Gli artisti strizzano l’occhio all’Europa da dove diversi echi rimbombano: in guerra Austriaci e Francesi al cui dominio si cerca di porre fine, in pace Inglesi e Tedeschi desiderosi di viaggiare e divertirsi proprio in Italia.

La funzione commerciale dell’arte in generale, della pittura in particolare, inizia proprio nel periodo dei Macchiaioli ricercati dai commercianti stranieri, desiderosi di acquistare quadri e altre opere d’arte. Allora iniziano floridi affari tuttora attivi in diverse gallerie di Firenze, Livorno e altre città.

Guerra e pace, la vita quotidiana e le varie classi sociali

Il lavoro nei campi e momenti gioiosi come feste e matrimoni.

Sono tanti i temi trattati con pennellate di colore caratteristiche di Boldini, Fattori, Lega, Signorini e altri pittori meno noti ma altrettanto “valorosi”. Correte a vederla!!

Ps alla biglietteria ho detto che volevo vedere le mucche (la bimba che è in me), gentilmente mi hanno chiesto di portare pazienza fino alla fine del percorso espositivo. “Pio Bove” è il titolo di una delle ultime opere e solo una delle numerose citazioni poetiche, soprattutto di Carducci e Pascoli, in cui la letteratura fa capolino fra le opere.

https://www.zabarella.it/palazzo-zabarella

MUSEO NAZIONALE ATESTINO, ESTE

Il Museo Nazionale Atestino è un vero gioiello che raccoglie testimonianze storiche e archeologiche di ampie aree del Veneto, prima della nascita di Venezia. Un allestimento razionale con didascalie esaurienti e dettagliati riferimenti cartografici esalta i tanti reperti e gioielli esposti su due piani lasciando uno spazio, al piano terra, per le mostre temporanee.

L’omaggio di Este al compleanno di Venezia, l’anniversario simbolico dei 1600 anni dalla fondazione della città, è stato inaugurato il 13 maggio scorso. La mostra dedicata a Francesco Morosini “La difesa di Venezia tra mare e terra a Creta e nel Peloponneso” celebra le imprese del Capitano da Mar (1619 – 1694) e doge nell’attuale Grecia.

Contiene cartine, pannelli, armi, strumenti musicali e altri oggetti che ricordano come e dove si svolsero le campagne militari della Serenissima a Candia (Creta) e in Morea (Peloponneso).

I “pezzi forti” sono nove tele originali, parte del ciclo pittorico dedicato alle imprese del Morosini.

Alcune opere vengono da collezioni private ma la maggior parte viene dal Museo Correr di Venezia, che nel 2019 gli ha dedicato una mostra, a 400 anni dalla nascita.

 http://www.atestino.beniculturali.it/

MUSEO VILLA BASSI, ABANO TERME

Ha riaperto i battenti a fine aprile, e sarà visitabile fino alla metà di giugno, la mostra “Seicento – Novecento. Da Magnasco a Fontana, collezioni in dialogo”.

Siamo al Museo Villa Bassi Rathgeb, situato appena fuori dal centro di Abano, dove possiamo ammirare le opere in dialogo nei quattro piani adibiti a collezioni permanenti e temporanee.

Le prime si devono ai Bassi Rathgeb, commercianti lombardi proprietari della villa, dal loro lascito qui è sorto un museo civico per i cittadini di Abano. A queste sono accostate le collezioni Merloni da Busto Arsizio.

Sono esposti quadri di autori noti e meno noti, attivi in un ampio arco temporale compreso tra il Seicento e il Novecento. Temi e gusti diversi riflettono epoche diverse.

Particolare è l’allestimento all’ultimo piano, con opere di astrattismo e nature morte.

Valorizza lo spazio disponibile e mostra come esso era in origine, quando ospitava la servitù.

Abano Terme ha molte attrattive oltre alle sue famosissime terme, la cultura sarà sempre più una leva per attrarre i visitatori a soggiornarvi. Il museo di Villa Bassi diventa il perno attorno al quale si fa riferimento per scoprire i dintorni con le loro notevoli ricchezze naturali, a piedi, in bici, a cavallo, una perfetta vacanza slow.

Fra i prodotti tipici hanno un ruolo importante i vini dei Colli Euganei, che alcuni chiamano “Vulcanici”, con riferimento alla geologia del territorio. Il comune di Abano ha preparato un fitto programma di appuntamenti per la stagione estiva, dove Il benessere psicofisico fa da filo conduttore per visite, escursioni, appuntamenti musicali e culturali.

  http://www.museovillabassiabano.it/

MUSEO CIVICO DEL DUOMO, CITTADELLA

Sabato 22 maggio ha aperto a Cittadella il nuovo Museo del Duomo, uno spazio di piccole dimensioni ma di grande valore per la qualità delle opere esposte. L’accesso è attiguo al campanile del Duomo, vi si possono ammirare pitture e sculture, crocefissi e paramenti, ma non solo arte sacra!

Alla conferenza stampa di presentazione autorità civili e religiose, oltre alle istituzioni bancarie, hanno sottolineato il loro contributo per rendere possibile questa preziosa esposizione permanente.

Questo museo infatti è sorto grazie al lavoro di concerto fra diverse istituzioni, affinché la custodia della chiesa diventasse un luogo di incontro e patrimonio condiviso, fruibile per i visitatori. Esso rappresenta quindi uno spaccato della storia locale negli otto secoli in cui Cittadella si è sviluppata, passando di mano fra i signori di Padova e la dominazione veneziana, la breve parentesi austriaca e infine l’Italia.

La cena in Emmaus di Jacopo da Bassano è forse la più preziosa delle opere pittoriche esposte assieme, fra le altre, alle tele di Palma il giovane e Andrea da Murano.

Le sculture in legno dipinto non sono da meno: i miei preferiti sono San Rocco e San Sebastiano, poi il Crocefisso e gli oggetti processionali. Le processioni sono tuttora oggetto di una forte partecipazione popolare.

Personalmente sono stata colpita dagli oggetti che ricordano San Pio X nativo della vicina Riese, perché ha incrociato la mia famiglia durante il suo patriarcato veneziano, prima di andare a Roma e salire sul trono papale.

LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI E ALTRI TESORI DI PADOVA

Torno infine a Padova città per dedicarle un post scriptum e ricordare a tutti noi quanti musei e siti di importanza culturale ci aspettino a braccia aperte.

Alcuni sono piccoli come il Museo di Storia della Medicina e il Museo del Precinema.

Altri sono luoghi immensi e unici che attirano visitatori da tutto il mondo, come la chiesa di Sant’Antonio e la Cappella degli Scrovegni. Dovremmo venire tutti qui al nostro arrivo a Padova.

Eppure io stessa ho aspettato quest’anno per andarci, o meglio per tornarci.

L’avevo vista molti anni fa, l’allestimento di allora non ha nulla a che vedere con la magnificenza e la cura di cui oggi possiamo godere. Anche se non ci viene dato molto tempo per la visita, mezz’ora in totale fra la presentazione, il video introduttivo e la cappella vera e propria.

Anche se abbiamo visto mille volte le immagini della volta del cielo e le scene della vita di Gesù, ne resterete stupiti. Con il medesimo biglietto potete visitare anche il Museo Eremitani e Palazzo Zuckermann.

Quest’ultimo era chiuso all’inizio di marzo, quando ho effettuato la visita. Agli Eremitani il focus è in particolare sui Paleoveneti e sulla storia veneta più antica. Le raccolte si riferiscono a una moltitudine di siti che hanno vissuto tutte queste epoche storiche, sino a diventare i paesi e città di oggi.

 http://www.cappelladegliscrovegni.it/

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