La bassa mantovana è bagnata dal fiume Po, che segna i suoi confini naturali con le vicine province di Verona e Rovigo in Veneto, di Modena e Ferrara in Emilia Romagna. Il grande fiume, fulcro della vita e delle attività produttive locali; per un turista curioso il grande fiume può diventare il filo conduttore per una visita.

In Oltrepò mantovano non si arriva per caso, ci dev’essere una motivazione per ogni visitatore che viene a conoscerlo per sorprendersi al cospetto del suo morbido paesaggio, della storia millenaria, dei prodotti tipici. Sono così tanti i tesori nascosti dietro un cancello o il portone di un palazzo

  • torri e castelli medievali,
  • chiesette con l’interno affrescato,
  • ville e palazzi dove importanti personaggi del passato hanno trascorso parte della vita.

Sono duemila anni, dal tempo degli antichi Romani, che uomini e donne lasciano una traccia del loro passaggio su questa terra. Tracce indelebili e tangibili come la pietra e il metallo delle statue che ornano il centro dei paesi, palpabili come la fitta nebbia autunnale che tutto avvolge. E contrapposte al liquido fluire delle acque del fiume.

Molti mantovani, presi dalla frenesia della vita quotidiana, probabilmente non sono consapevoli della bellezza che hanno intorno, ed è un peccato perché di bellezza qui ce n’è tanta. Per fortuna sono sempre più frequenti gli eventi che i comuni virtuosi organizzano per la popolazione locale, le visite per le scuole per esempio, forti di una comunità solida e appoggiati a folte schiere di volontari, senza i quali si potrebbe fare ben poco.

Persino gli allestimenti museali sono stati possibili, negli anni più recenti, grazie a loro. E nonostante i danni del terremoto del 2012 che hanno fermato o ritardato molti restauri e progetti, nonostante il coronavirus che si è messo di traverso in questo processo, ora siamo pronti a ripartire!!

Oggi vi invito a scoprire questa terra generosa, seguendo le tracce del mio piccolo viaggio dello scorso fine settimana, un itinerario culturale che mi ha fornito diverse suggestioni e spero dia tanti spunti di visita a tutti voi. Senza la pretesa di esaurire tutto in due – tre giorni, ché l’Oltrepò mantovano ha tantissimo da vedere e va assaporato lentamente. A proposito di lentezza: viaggiare in automobile è l’opzione che dà più libertà di movimento ma questo per il turismo slow è un vero paradiso. Arrivando a Ostiglia in treno come ho fatto io, con un po’ di tempo a disposizione, pazienza e curiosità, avrete tutti gli ingredienti per creare la ricetta perfetta del viaggiatore curioso.

Qui infatti si possono praticare attività all’aria aperta come pedalare, remare, camminare. La ciclabile tra Ostiglia e Treviso è ormai una realtà, l’ultima altisonante opera all’insegna della mobilità sostenibile e volano per tutta una serie di attività collaterali adatte a tutti, cittadini permanenti e temporanei, italiani e stranieri. Ovunque le piste ciclabili sono prese d’assalto da pedalatori esperti e attrezzati, così come dai locali di tutte le età. E vi sono ben due collegamenti internazionali, Eurovelo 7 e 8, fra Oltrepò mantovano, l’Italia e l’Europa.

Se volete vedere il panorama dall’acqua salite su una barca per una piccola ma divertente crociera fluviale. Vedrete l’opera della natura: la ricchezza selvaggia dei regni animale e vegetale, paludi e piccole isole protette come riserve naturali. E vedrete le opere dell’ingegno umano: l’effetto della bonifica e le opere idrauliche con cui l’uomo, da secoli, cerca di fronteggiare e dominare la forza delle acque.

E camminate! Essere in piano significa che potete fare molti chilometri in tempi abbastanza ridotti, fermandovi tutte le volte che volete.

OSTIGLIA

A Ostiglia c’è la stazione ferroviaria ed è proprio qui che scendo dal treno proveniente da Verona. Siamo sulla linea del Brennero, facile collegamento in direzione nord – sud. Ostiglia si trova in posizione strategica sulla sponda sinistra del fiume Po. Viene a prendermi Lamberto Funghi collega blogger, con cui condivido il piacere di questi tre giorni di tour.

Partiamo dalla Piazza Cornelio, che ricorda lo storico romano del primo secolo a.C. nato qui nell’antica Hostilia.

Nel vicino ufficio del turismo prendiamo il materiale informativo e… le bici gialle per girare Ostiglia in libertà.

Lasciamo da parte il Museo della Farmacopea e il Museo Archeologico per una prossima visita.

Prima di vedere le torri medievali ci rechiamo alla Biblioteca Musicale Greggiati, collezione di manoscritti e volumi raccolti dal sacerdote ostigliese Giuseppe Greggiati.

Al Fondo Mondadori ammiriamo la biblioteca personale dell’editore Arnoldo Mondadori e i libri che immensi autori del Novecento gli hanno dedicato e autografato.

REVERE

Revere si trova di fronte a Ostiglia, le due località sono unite da un lungo ponte metallico. Nei tre giorni di tour in Oltrepò Mantovano andiamo a scoprire alcuni tesori, piccoli e grandi, tra una riva e l’altra del Po.

A Revere il Palazzo Ducale con il Museo del Fiume Po, la torre e la Piazza Castello mi stupiscono per la loro ricchezza e l’allestimento, vi possono prendere 3 – 4 ore tranquillamente per la visita.

E non abbiamo visto tutto, appena tornerò a Revere sarà la prima cosa da rivedere, assieme alla torre campanaria del XII secolo. Voglio salire in cima per poi scrivere “La Città Vista dall’alto”.

BORGOCARBONARA – VILLA BISIGHINI

Borgofranco e Carbonara si sono uniti dal primo gennaio 2019 nel comune sparso di Borgocarbonara, con poco meno di 2000 abitanti.

Villa Bisighini è un piccolo gioiello liberty ed è una stella brillante in questa zona, dove molte dimore di famiglie benestanti sono state costruite a cavallo fra XIX e XX secolo.

Con il mausoleo e l’annesso parco la villa costituisce il complesso monumentale donato alla città da Francesco Bisighini (1868 – 1956) impresario edile e mecenate, alla sua morte.

FELONICA

A Felonica l’attrattiva culturale principale è il Museo della Seconda Guerra Mondiale dove facciamo un tuffo nel passato recente. Osserviamo e ascoltiamo gli eventi bellici locali, poi voliamo sempre più in alto e lontano negli altri teatri di guerra.

Andiamo dentro e fuori i campi di combattimento con un respiro più lungo, a volte affannoso e saturo del dolore e della morte, della separazione fra chi partiva soldato e chi restava a casa ad aspettare pieno di speranza, spesso senza vedere il ritorno del soldato.

Centinaia di oggetti, abiti, immagini (foto, video, documenti audio e multimediali) sono stati raccolti con certosina pazienza, dalle molte persone che hanno deciso di dare una collocazione e un futuro alla memoria.

QUISTELLO

Il Museo Giuseppe Gorni si trova nella frazione di Nuvolato, è ospitato nella scuola Giovanni Pascoli.

La grande esposizione rende merito alla multiforme arte di Gorni (1894 – 1975) con una panoramica sulle varie forme espressive da lui utilizzate sin dai tempi della Grande Guerra e della prigionia in Ungheria.

Appena arrivo qui cerco i riferimenti ad Alberto Viani, il grande scultore nato qui nel 1906 e morto a Mestre nel 1989. Dovevo andare in municipio per vederli, la sua casa natale è stata adibita a questo scopo.

Invece nelle Scuole Giovanni Pascoli trovo un altro mondo sconosciuto e super interessante: l’universo artistico di Giuseppe Gorni, disegnatore e scultore. Chissà se Gorni e Viani si sono incrociati!

Sono nati nello stesso paese, vissuti nella stessa epoca, eppure i due artisti – scultori hanno dato un taglio totalmente diverso alle loro opere. Gorni popolare, vero, terreno. Viani etereo, distaccato, poetico.

Il percorso dedicato a Giuseppe Gorni inizia dentro la scuola e continua per le strade di Quistello, per questo si tratta di un museo diffuso.

Nel prossimo post vedremo insieme nel dettaglio i luoghi visitati. Grazie a Lamberto paziente compagno di tour, grazie alle persone che a ogni angolo ci hanno salutati, accolti con sorrisi e sincere parole. E grazie al Consorzio Oltrepò Mantovano che ha organizzato questa piccola grande avventura, che speriamo di ripetere in altri tempi e nuovi luoghi!

Post in collaborazione con:

https://www.oltrepomantovano.eu/

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