Mentre Rosanna sgambetta per le strade del centro di Padova, noi le stiamo dietro ascoltandola con l’auricolare. Finalmente ho trovato una guida turistica che non si ferma mezz’ora per dare spiegazioni, ma le dà in movimento così non perdiamo nemmeno un minuto, e io non mi rompo la schiena a stare in piedi troppo a lungo.

Prendo appunti sempre per non perdere il filo del discorso, trattenere le informazioni e portarle con me.

rosanna torresini

Ho imparato tanto nelle sue visite guidate, tutti dovremmo fare i turisti a casa nostra e nell’epoca attuale se c’è un modo perfetto per farci del bene, una visita guidata lo è a pieno titolo.

Rosanna Torresini è guida turistica abilitata per Padova, Vicenza, Treviso e ville venete.

Padova è la mia città veneta preferita dopo Venezia e l’unica dove mi piacerebbe vivere.

Lo scorso mese di marzo venivo a visitare locali in centro per lavoro, almeno due volte a settimana. Eravamo forse nel periodo peggiore della pandemia, chiusi in casa e limitati negli spostamenti.

le piazze vuote

Ricordo una città spettrale nella sua bellezza priva di persone, ne ho raccolto tante immagini belle e vuote che ora vedo senza nostalgia, quasi fossero un documento, il memento di un tempo che non vogliamo vivere mai più. Ritrovarla d’estate piena di gente, la Padova affollata e vivace che tutti conosciamo, di giorno e di sera, mi ha fatto felice.

le piazze

Anche in passato ho lavorato qui a più riprese, ma fra uffici e trasferte non posso dire di conoscerla così bene.

A tutti consiglio di prendersi del tempo per queste visite, anche e soprattutto nella nostra città che sarà un poco più nostra dopo averne imparato aneddoti e dettagli, curiosità e personaggi storici.

palazzo

Sempre per approfittare della situazione contingente e dei cambiamenti nei flussi turistici, molte guide si rivolgono ora ai “locals”. Propongono così, oltre ai classici itinerari culturali nei principali luoghi di interesse, dei tour personalizzati e a tema, spesso in aree circoscritte e ricche di tesori nascosti. Alla fine ci rendiamo conto che abbiamo visto cose nuove, o luoghi noti con occhi diversi. Il giro può durare due o tre ore, ma vi assicuro che volano e alla fine vorremmo prolungare la visita. E infatti spesso ci sediamo a bere qualcosa in un locale, per stare ancora un po’ insieme.

I tour delle guide turistiche oggi sono calibrati anche per le diverse stagioni dell’anno. D’estate per esempio, per sfuggire dal caldo ci si muove di sera. Padova vista con i palazzi illuminati e la luce della luna è bellissima.

prato della valle

Rosanna una sera ci ha riuniti a Prato della Valle e ci ha condotto per le chiese (non solo Sant’Antonio), le piazze e le vie del centro. E ha presentato una ricca carrellata di personaggi nati o vissuti qui come Giotto e Galileo. Santi e condottieri, poveri e ricchi. Persone normali e persone famose, uomini di cultura, storia e scienza che hanno contribuito a rendere Padova famosa nel mondo.

prato della valle

Tutto questo trasuda dai muri dei palazzi, sotto i portici, dietro i cancelli della prestigiosa università dove, in facoltà di fama internazionale, studiano 70000 persone. Pensate che l’ateneo patavino è stato fondato nel 1222, l’anno prossimo celebra ottocento anni dalla fondazione. Un notevole traguardo che verrà festeggiato adeguatamente! Pochi mesi fa UNESCO ha dichiarato Padova Urbs Picta patrimonio dell’umanità. Quante cose ci sono da festeggiare, tutte meritate.

università pd

E a proposito di Università, Rosanna ha citato una donna famosa come Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima laureata del mondo, naturalmente qui a Padova. Il nostro tour serale è finito al ghetto ebraico, non ne resta molto nel dedalo di vie e portici del centro ma si riconoscono, per esempio, le porte che lo delimitavano. Mentre Rosanna parlava io cercavo una piccola cosa, ma di elevato valore simbolico almeno per me, che ho trovato consunta dal tempo. Proprio lei me l’ha fatto notare: l’unica mezuzah rimasta, poco più di un incavo sullo stipite della porta di una casa.

padova ghetto

Per passare dal caldo a freddo, anche in inverno ci sono diverse visite guidate interessanti. Per esempio in questi giorni pre natalizi Padova sfoggia una sfarzosa illuminazione con il videomapping che colora i palazzi del centro, e le visite serali con la guida sono perfette per vederle. E di giorno?

Due domeniche fa sono stata con il suo gruppo in Via Savonarola e dintorni, nella Padova medievale e rinascimentale, un tempo luogo di cultura ma anche luogo di piacere ed incontri proibiti.

ezzelino

Prima Rosanna ci ha portati al cimitero ebraico di via Wiel, dove ho aggiunto un tassello alla mia conoscenza delle comunità ebraiche in Veneto.

Dopo Conegliano e Venezia Lido, qui ho ritrovato la magia di un luogo mistico e ho continuato il mio percorso.

Ora voglio proseguire verso ovest, dentro e fuori la regione Veneto. Prima di arrivare a Mantova e provincia sedi di una comunità grande, attivissima nei commerci grazie al grande fiume Po, la prossima fermata sarà su un altro fiume, l’Adige.

Ci vediamo a Verona? Ora vedo come organizzare. E sui cimiteri ebraici scriverò un post dedicato.

Ringrazio Rosanna Torresini perché con le sue visite mi fa sempre felice. Vi invito a seguirla nei nuovi appuntamenti in programma, fra la stagione fredda e la prossima primavera ci saranno passeggiate e tour tematici, escursioni in barca e tanto altro ancora. Ho preso ancora un sacco di appunti, ora li metto a posto, intanto leggete come lei ci racconta la città e il suo lavoro di guida.

1  Da dove vengono gli ospiti in visita alla vostra città? Sono più italiani o stranieri?

Potremmo parlare di una divisione abbastanza equa, almeno fino al 2019, vi erano periodi dove si lavorava soprattutto con italiani e altri con ospiti stranieri. Quest’anno prevale l’italiano e piccoli gruppetti.

ponte san leonardo

2  Sono più facili da gestire gli ospiti informati? O è meglio prendere per mano persone che arrivano e sanno poco del luogo in cui si trovano?

Direi entrambi, a seconda del tuo ospite ti adegui, certo gli ospiti più informati sono impegnativi, le cose le devi sapere e non puoi essere un “cicerone” vecchio stampo, ora non basta più, ma allo stesso tempo poi hai grandissime soddisfazioni con loro.

3  Ci sono due – tre aneddoti successi durante una visita che avete voglia di raccontare?

Una volta un ospite a tutti i costi voleva vedere la cripta di Sant’Antonio e nulla è valso a fargli capire che non è mai esistita, ha pensato che gli stessi mentendo.

sant'antonio

Una scolaresca che alla fine della visita mi ha consegnato un mazzo di fiori per ringraziarmi. Questo è davvero stato più che emozionante.

Un gruppo che, non si sa come, era arrivato alla data del mio compleanno che era il giorno della visita, mi ha accolto con tanti auguri alla guida e poi dato il regalo (io non avevo mai lavorato con loro).

4  E un’esperienza invece da dimenticare?

Un capogruppo che non ha apprezzato che io fossi piaciuta così tanto al gruppo e che quindi non fosse più lui il centro dell’attenzione, quando il gruppo se n’è andato mi ha detto che ero un’assoluta incapace. Mi ha molto ferito, ma lavorando da anni ho capito che era solo invidia, certo se ti capita una cosa del genere all’inizio della tua professione può segnarti non poco.

5  Quali sono le domande o gli atteggiamenti degli ospiti in visita che possono “mettere in crisi” o imbarazzare una guida, anche con esperienza?

Le inefficienze delle strutture come musei, monumenti e tu che devi trovare delle scuse per giustificare e non far dire, soprattutto agli ospiti stranieri “Italia!!!!”

Oppure quando vorrebbero parlare di politica o quando ti fanno delle avances.

ponte

6  Esistono o avete verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Forse, nel senso che il pubblico tedesco è più interessato, conosce meglio la nostra storia; ma poi tutto è l’esatto contrario… direi di no.

7  Come si conciliano gli aspetti tecnici di una città e quelli più leggeri? (shopping, pranzi ecc.) Se un ospite ha fretta di vedere tutto in poco tempo e poi infilarsi in un negozio lo assecondate o cercate di trattenerlo?

L’ospite è sovrano, io mi adeguo a quello che lui vorrebbe fare, deve essere sempre un buon ricordo che lui ha della mia / delle mie città.

8  Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine servizio vi fa voglia di starci insieme più tempo?

L’empatia che si crea fin da subito, non è raro o forse io sono stata fortunata.

9  Si può diventare amici degli ospiti in visita? Può succedere di mantenersi in contatto anche dopo?

Per entrambe le cose sì, io ho degli amici francesi che mi hanno ospitato a casa loro in Provenza e mi hanno organizzato la festa con tutti gli ospiti del gruppo che avevo seguito a Padova.

10  Consigliereste a un giovane di studiare per diventare guida turistica? SI – NO – Perché?

Sì, certo che sì, unica cosa sempre più è un lavoro che non permette di mantenersi, quindi non può più essere la tua unica attività.

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