Martedì 30 dicembre 2014

Da Kolkata a New Jalpaiguri (NJP) andiamo in treno verso il nord del West Bengala, per proseguire in auto nel Sikkim. Il viaggio dovrebbe durare undici ore, dalle 20,30 alle 7,30 del mattino dopo. Siamo quasi gli unici stranieri, gli indiani ci guardano incuriositi, una situazione che ci accompagnerà spesso durante il nostro giro. Andiamo in bagno appena partiti e poi non più. Appena mi stendo crollo subito, essendo sveglia dalla notte scorsa, anche stavolta mi sveglio a metà del viaggio notturno ma per le urla di un passeggero vicino, che prima di scendere dal treno “si fa sentire”.

Nelle prime ore del giorno abbiamo attraversato il West Bengala dove si estende una pianura sterminata, in parte coltivata con cereali e alberi da frutto. Tutto era avvolto da una nebbiolina mistica.

sikkim

Chiedo quando è previsto il nostro arrivo, scopro che abbiamo oltre un’ora di ritardo. Alle sette io e Clara andiamo in cerca di Claudio e Simona ma nelle cuccette di terza classe non li vediamo, devono essere nascosti sotto le giacche e i vestiti che hanno tenuto addosso tutta la notte. Così scendiamo dal treno solo alle nove, non fa freddo, l’aria è più limpida quassù. Riuniti sulla banchina aspettiamo Wang, la nostra guida ci viene a prendere, saliamo sul fuoristrada, una bella Toyota, e ci immergiamo nel traffico del nord. C’è confusione per strada e una frizzante aria di montagna, abbiamo decisamente cambiato scenario!

L’auto è guidata da Santu, autista di origine nepalese mentre la guida è di Darjeeling. Ci racconteranno molte cose, storie famigliari in particolare e dei profughi tibetani in generale, facendoci vedere il loro piccolo punto di vista sulla complicata questione tibetana. Dopo NJP a Siliguri ci fermiamo in un hotel con ristorante per mangiare qualcosa e rassettarci, è un luogo di transito utilizzato spesso dai nostri gruppi. Forse ci fermeremo qui anche sulla via del ritorno a Kolkata.

carico auto

Questa parte di West Bengala è dominata da una natura prorompente e introduce l’ambiente naturale che troveremo in Sikkim. Foreste lussureggianti cambiano aspetto a ogni curva, fra precipizi e saliscendi. Ma quante curve e tornanti ci sono! Fra l’asfalto con le buche e lo sterrato non so cosa sia meglio. Per fortuna il traffico è scarso, procediamo a passo d’uomo e solo di rado facciamo qualche prudente sorpasso “sfiorando” auto, moto e camion. Santu guida benissimo. Riconosco diverse piante, mi stupisco di trovarne alcune più tipiche degli ambienti tropicali che dell’alta montagna, verdissime nonostante siamo all’inizio della stagione secca.

All’uscita dal West Bengala entriamo finalmente in Sikkim, ingresso dello stato è segnato da una simil pagoda sulla strada e da un vero posto di confine dove esibiamo i documenti. Oltre a passaporto e visto indiano ci vuole un visto interno Inner Permit che facciamo sul posto, con l’aiuto di Wang.

confine west bengala - sikkim

Sul percorso per Gangtok ci fermiamo a Namchi, capoluogo del distretto sud Sikkim. I gruppi avventure nel mondo la snobbano, forse per mancanza di tempo. Peccato perché merita una sosta, è una cittadina arroccata su una collina, dominata da una grande statua di Buddha da cui la vista si amplia sulle montagne.

C’è un grande complesso indù da visitare, dove per prima cosa togliamo le scarpe e facciamo la visita scalzi, che freddo brr!

indiani in visita a namchi

All’ingresso ci mettono pure una tikka gialla sulla fronte.

Io spero che resista a lungo invece a fine giornata è già venuta via!

io e la tikka

Il sito riunisce i diversi stili architettonici indiani, del nord e del sud, rappresentati in diversi templi.

Si tratta di edifici in miniatura: templi, stupa e palazzi, di nuova costruzione.

namchi templi

Nel miglior stile di turismo religioso si è voluto agevolare coloro che non possono permettersi di effettuare lunghi pellegrinaggi e andare lontano, fino alle città sacre degli Indù.

Qui essi possono pregare, meditare e assistere alle cerimonie religiose.

tempio a namchi

La via di mezzo tra spiritualità e senso pratico, fede ed economia spiccia si è sviluppata in modo efficace ed efficiente. Vedere in religioso silenzio, laicamente, queste manifestazioni sobrie di fede fa bene.

Alla scenografia contribuiscono i colori sgargianti dei palazzi nuovi a cui si abbinano i colori degli abiti dei visitatori. Vi sono molti fedeli e pochi turisti, tutti indiani tranne noi quattro e una coppia di americani.

bandierine

Per scendere al parcheggio percorriamo un vialetto nel bosco, orlato da decine di bandierine che alternano il bianco ai colori pastello, una costante nel nostro viaggio con grande valore simbolico.

Siamo in cima a una collina un tempo boscosa, qui la vista è pazzesca ma lo è ancora di più sulla collina del Buddha, al tramonto, col cielo azzurro e sullo sfondo la sagoma della montagna più alta presente in questa zona dell’Himalaya. Il Kanchendzonga è completamente innevato, con sfumature di rosa e rosso cangianti finché il sole, poco più a sinistra, cala all’orizzonte dietro una coltre di nuvole.

sunset

Senza parole assistiamo a uno spettacolo stupendo a cui non ero preparata, come regalo di benvenuto nel Sikkim non potevamo desiderare di meglio, siamo stati fortunati. E lo saremo anche nei giorni a venire.

E Gangtok? La capitale dello stato è anche capoluogo del distretto East Sikkim. Ci arriviamo dopo tre ore su strade scoscese, tremende, al buio, dove Santu guida sicuro e prudente mentre noi… dormiamo. Una deliziosa famiglia ci aspetta alla guesthouse dove giungiamo alle ore 20, dormiremo qui due notti. Ci hanno preparato una cena sana e leggera, composta da minestra, momo (ravioli) e frutta fresca. E per deliziare i nostri corpi stanchi dopo cena stiamo con loro, accoccolati sul divano, in compagnia dei tre cani e della gatta della casa, mentre il padrone di casa ci racconta la storia e il destino, secondo lui, del Sikkim.

momo - ravioli

UNO SGUARDO SULLE VISITE DI OGGI

SILIGURI (NJP)

New Jalpaiguri è la penultima fermata della linea che arriva a Siliguri, dove arriva il treno notturno da Calcutta, sono entrambe città bruttine e valide solo come luoghi di passaggio. Siliguri è la porta del nord est, da dove si prosegue negli stati vicini, il Sikkim nel ns caso in bus o auto, o con il treno in Assam, Arunachal Pradesh ecc. Darjeeling sarebbe raggiungibile anche con il mitico Toy Train ma dopo le frane del 2011 la ferrovia non è stata completamente riparata e il tragitto si interrompe a Kurseong.

NAMCHI

Il capoluogo del South Sikkim è la prima città che si incontra sul percorso per Gangtok, un lungo agglomerato di case abbarbicate su una collina, immerse nella lussureggiante natura sikkimese. Le fanno la guardia due complessi religiosi, nuovi ma interessantissimi perché sono uno spaccato della spiritualità in India com’è intesa oggi (anche come moderatore delle coscienze). Su una collina si trova un complesso indù con riproduzione dei principali templi dell’India del nord e sud, sulla collina di fronte c’è invece un enorme Buddha con tempio annesso. Nella bellissima giornata di sole che abbiamo trovato c’erano delle vedute a valle stupende e, chicca di fine giornata, il tramonto con lo sfondo del Kanchendzonga colorato di rosa. Da non perdere!

Vediamo poco degli altri due distretti: North Sikkim con capoluogo Mangan, West Sikkim con capoluogo Geyzing. Cosa avremmo visto in più? Ci manca soprattutto il nord, il distretto meno popoloso con piccole località come Lachung, Yumthang, Gurudongmar. Quassù al confine con il Tibet dominano altipiani montuosi, laghi, cascate e c’è il famoso Zero point dove finisce la civilizzazione. A ovest ci manca il Kanchendzonga NP con i suoi scenari naturali diversi, ma vediamo le bellezze di Pelling e Yuksom.

Ti è piaciuto questo post sul Bengala e Sikkim? Se vuoi leggere anche gli altri cerca Bengala o Sikkim con la lente nel menu a destra. E se vuoi commentare mi farà piacere. Grazie! Roberta Gamberettarossa.

Inoltre vi consiglio di leggere...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. Required fields are marked *