La pizza e la Campania sono un binomio costante. Così come è normale accostare la pasta all’Italia, in tutto il mondo, viene spontaneo abbinare la pizza alla sua regione d’origine. C’è tanto altro di buono da mangiare a Napoli e nelle altre province campane, una varietà di sapori che vengono dalla ricchezza della terra e del mare. Arrivano sulla tavola grazie alle mani sapienti delle persone che ne lavorano i frutti.

pizza

Anche la pizza si fa con le mani, a partire da ingredienti semplici e genuini come mozzarella e pomodoro, con gesti semplici e ancestrali.

Lo scorso settembre ho passato un fine settimana a Caserta e dintorni assieme agli amici di AITB e il mio primo pensiero “culinario” è stato proprio per la pizza. La prima sera abbiamo cenato da Antica Hosteria Massa dove si respira la storia di Caserta in tutte le sale. Ed è bello per una comunità identificarsi con un locale, un “luogo della memoria” dove si va per mangiare e stare in compagnia ma non solo.

ingresso

Massa nasce come ristorante e con l’attuale gestione, da una ventina d’anni è anche una rinomata pizzeria. Si trova in via Mazzini, in pieno centro storico, è attivo dal 1848 ed è un locale storico con diverse sale, al chiuso e all’aperto. Locali grandi e piccoli adatti sia a una cena intima sia ai gruppi più grandi. E un bel giardino interno dove noi ci siamo accomodati (eravamo oltre 20 persone, incluse famiglie con bambini).

giardino interno

All’Antica Hosteria Massa appena entrati trovate appesi alle pareti quadri e stampe, cimeli e documenti che parlano della storia e della politica, dal tempo dei Borboni all’annessione al regno d’Italia. Strumenti musicali, bilance e gli attrezzi di un laboratorio di cucina. Un tuffo nel passato.

interno

La parte più antica e interessante è la cantina sotterranea a cui si accede da una lunga scalinata. Tutto l’ambiente è scavato nel tufo. Qui ci hanno servito l’aperitivo, e qui sono conservate alcune etichette storiche e bottiglie pregiate, incentrate sulla Campania. Un posto incredibile!

cantina sotterranea

Questi sono i piatti che ci hanno servito. Fritti misti come antipasto.

La pizza non poteva mancare, Massa fa parte dell’Associazione Verace pizza napoletana, ce l’hanno proposta in tre versioni: Margherita, Bufala, Verdure. A me piacciono le cose semplici e gustose quindi la Margherita era la mia preferita.

pizza alle verdure

La torta caprese al cioccolato come dolce.

torta caprese

E siccome in Campania c’è una produzione vinicola di prim’ordine, alla pizza abbiamo abbinato proprio dei vini del territorio come la Falanghina campo chiaro. Vendemmia 2020, 12,5 gradi. Cantina I colli del Sannio.

antipasti e vino campano

Molti di questi prodotti, come le conserve di pomodoro e la pasta secca, si possono acquistare dallo shop online.

A Caserta non ho fatto dieta ma ho mangiato e bevuto bene, siamo andati sempre a cena tardi come si usa al sud. Serviti sulle 22, terminato oltre le 23 e a nanna dopo mezzanotte, mentre io dovrei cenare presto, alle 19 non più tardi, e di giorno prediligo un pranzo leggero.

Mi piace conoscere i locali con una storia perciò ho chiesto che proprio Antica Hosteria Massa ci parlasse di sé. Ecco cosa mi hanno raccontato.

1 Chi sei – dove ti trovi? Raccontaci qualcosa di te e del tuo lavoro.

Sono Michele della Rocca e mi trovo a Caserta, città in cui son nato, a gestire con mio fratello il Ristorante Massa, ristorante storico della città, fondato nel 1848 (prima dell’unità d’Italia!) e da 21 anni, con la nostra gestione, anche pizzeria.

2 Da dove vengono i tuoi ospiti? Sono più italiani o stranieri?

I nostri ospiti provengono da tutto il mondo, ma la prevalenza è di ospiti italiani.

3 Hai verificato alcuni stereotipi sulle caratteristiche dei turisti a seconda della loro provenienza?

Lo stereotipo dell’ospite proveniente dal nord è probabilmente il cenare presto, piuttosto che quello del cappuccino o del whisky come aperitivo per il pubblico straniero.

interno

4 Raccontaci qualche aneddoto bello o brutto legato al tuo lavoro.

Potrei scrivere un libro! Ne racconterò un paio.

Uno – Quella volta dello “scroccone seriale” che era solo, mangiò, chiese persino una pera affettata come frutto, poi chiesto il conto iniziò a scrivere i suoi dati anagrafici, dicendo di non poter dire altro perché stava lavorando ad un progetto segretissimo, e poi disse che aveva dimenticato il portafogli in hotel. Un nostro collaboratore che prima lavorava in un ristorante a Napoli, lo riconobbe da questo particolare, ricordando che aveva fatto così anche in altra circostanza nel ristorante dove lavorava. Insomma chiamammo i carabinieri e lui implacabile attendeva scrutando con una lente d’ingrandimento le suppellettili del ristorante. Portatolo in caserma si scoprì che il gentiluomo aveva segnalazioni in tutta Italia e faceva questo sistematicamente (anche in hotel!). Il maresciallo durante l’interrogatorio gli chiese: “ha mangiato bene da Massa?” Lui rispose: “Benissimo!”

Due – Si dice che tempi addietro a Caserta per indicare che si era benestanti, si indicava il portafogli esclamando in dialetto: “Cà sta Massa !” (Qui c’è il ristorante “Massa”)

5 Cosa fa di un ospite una persona speciale, di quelle che a fine soggiorno fa venire voglia di starci insieme più tempo? Si può diventare amici degli ospiti e mantenersi in contatto anche dopo?

Gli ospiti speciali credo siano alla fine quelli che da noi si sentono a casa loro. Certo che può avvenire che un ospite diventi amico. Nel mio caso un cliente abituale è diventato mio testimone di nozze.

strumenti musicali

6 L’ospitalità si compone di tanti fattori, secondo te quali doti o talenti deve avere chi se ne occupa, e cosa si impara invece lavorando “sul campo”?

Credo che l’ospitalità sia un elemento fondamentale per chi fa ristorazione. “RISTORARE” è saper ospitare e accogliere nel migliore dei modi i propri ospiti. Ingrediente fondamentale è il sorriso. Sul campo si impara a saper stare a contatto con tante persone e di tutti i tipi. Si cerca ogni giorno di imparare qualcosa dai nostri ospiti per migliorare, ma non è sempre cosi purtroppo.

7 Ospitare significa anche uscire, far conoscere le persone e il territorio “dietro” una struttura. In altre parole viaggiare. Come pubblicizzi la tua struttura? Dove vai quando non sei impegnato al lavoro?

La nostra struttura è pubblicizzata primariamente sui social, ma il passaparola resta sempre una gran bella pubblicità! Quando non sono impegnato nel mio lavoro mi dedico alla famiglia, non disdegnando di andare a provare nuovi ristoranti.

8 Consiglieresti a un giovane di occuparsi di ospitalità? SI – NO – Perché?

Si, lo suggerirei se il ragazzo si sente portato per il contatto con il pubblico.

Per saperne di più:

Post in collaborazione con i partner del progetto:

Reggia.it by reggiatravel

https://www.reggia.it/dettaglio-esperienza/i-sentieri-del-conciato-romano-71.html

Cas’è Charming House Caserta

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