Secondo giorno: Aléria – Corte (auto) 02 09 2020

Colazione in pasticceria, è quel che serve per iniziare al meglio la giornata. Siamo sulla strada principale di Aléria che la taglia in due, direzione nord – sud. Un pain brioche leggero e un dolce alle mandorle più pesante da mangiare, café allongé da bere. Per pranzo portiamo via una quiche e una torta verde. Nel vicino supermercato Leclerc facciamo la spesa di cose normali tipo acqua mele e biscotti.

Il mio desiderio di cultura è subito represso dagli orari infausti del sito archeologico, aperto H 10 – 18 quindi non adatto né per quando sono arrivata ieri sera, e nemmeno per oggi. Peccato perché ci avrei passato volentieri un paio d’ore.

Torniamo dove abbiamo cenato “solo per fare qualche foto” e vediamo Etang de Diane con nuova luce e rinnovato stupore. Tanto la parte ristorativa è bella da vedere, dove il sole di fronte a noi si riflette sullo specchio d’acqua, quanto la parte produttiva è interessante per me. Una “fabbrica” di frutti di mare non è usuale da vedere, anche nel mio lavoro, qui ci sono cestoni di ostriche e cozze dentro e fuori dall’acqua, e montagne di gusci delle medesime. Tutti ci trattano con gentilezza, ci lasciano girare e fotografare. Il personale è impegnato a preparare il locale per pranzo, le donne in particolare sono curate, eleganti, insomma il locale si è infighettato come si suol dire. E subito dopo passiamo dall’acqua… al vino.

Domaine Terravecchia

Questo è il nome della vicina azienda vinicola che coltiva ben 200 ha di vigneto. Anche se sono decisamente troppi per i miei gusti e la mia costante ricerca di piccoli produttori, essa offre un utile spaccato di cosa può essere l’impresa agricola qui in Corsica. Gli attuali proprietari hanno acquistato nel 2011 la vecchia cantina e con un grande progetto l’hanno portata a nuovi e più elevati livelli. Che bella visita! La vendemmia è in pieno svolgimento, ci muoviamo con circospezione fra le ceste piene d’uva, i trattori e i raccoglitori.

vendemmia

Anche qui le foto si sprecano, rispetto al ristorante siamo all’altra estremità dell’étang con altre viste superlative, vigneti a perdita d’occhio e la possibilità di infilare le mani nel terreno scuro, soffice, prezioso, dove la vite ha vita facile. Se penso che questa era una zona malsana, infestata dalla malaria fino a pochi decenni fa, mi sembra impossibile che ora sia bella e produttiva. Eppure è così, la Corsica centrale è densamente coltivata a vigneto, uliveto e non solo.

veni e posa

Veni e posa è un bel nome per un ristorante, che vediamo in cima a una collina vitata, di fronte alla cantina Terravecchia. Pure questo è un locale infighettato dove baldi giovani preparano i tavolini all’aperto. Nulla è lasciato al caso quassù, ogni dettaglio è super curato. Ci sono persino due auto d’epoca dove mi faccio fotografare in pose improbabili da pseudo influencer (che non sono), però stanno bene come setting!

auto vintage

Torniamo dentro il domaine, in un piccolo atélier è allestita la sala di degustazione. Assaggiamo un rosato e un rosso e lo acquistiamo. Ha un ottimo rapporto qualità / prezzo, con 9 euro ce la caviamo. Questa è la base, ovviamente ci sono anche riserve e annate particolari ma per le nostre esigenze e l’orario mattutino questo va bene. La gentile signora che ci accoglie assicura che le visite sono gratuite, confidando che poi i clienti facciano acquisti. Io non sono dello stesso parere ma non sto certo a dirle cosa fare. Stiamo qui attorno fino a mezzogiorno, non abbiamo proprio tempo di vedere il museo.

Risaliamo in auto e ci dirigiamo verso l’interno, destinazione Corte. Ma non sulla strada principale, la direttissima da meno di un’ora, andiamo per stradine così strette che più strette non si può! Questo percorso è molto più lungo, la strada è tutta curve. E per aggiungere adrenalina, vediamo che stiamo andando in riserva e confidiamo in un gran numero di distributori lungo la strada. Sbagliato! Consiglio a posteriori di fare benzina prima di addentrarvi all’interno della Corsica!

Dal Défilée de l’Inzecca a Ghisoni

Siamo ufficialmente in riserva e non vi è traccia di un benzinaio, né su Google Maps né sui cartelli. Il paesaggio è bello e vario e cerchiamo di godercelo mentre procediamo lentamente per non consumare benzina.

Ci fermiamo a Ghisoni, paesino di poche case con al centro la chiesa, la posta e la stazione dei pompieri.

Un signore ci dà due indicazioni per fare il pieno: giù a valle da dove veniamo noi, oppure su verso Corte dove stiamo andando. In ogni caso ad almeno 40 km di distanza. Panico ma… pare che abbiamo ancora 5 litri nel serbatoio, e 70 km di autonomia. Fiuu! Andando piano e in discesa, arriviamo a un grande bivio con la Route Nationale a destra, e il distributore a sinistra. Yuppie! Tirato un sospiro di sollievo, approfittiamo anche della toilette, pulitissima, i bagni corsi sono sempre così. E che dire delle strade? Per quanto strette e tortuose, sono perfettamente asfaltate, piene di cartelli e utili indicazioni. Non come da noi, in tanti posti appena si esce dal percorso principale inizia lo stato di abbandono e i lavori pubblici trascurati, questa cosa mi fa imbestialire.

Va beh, andiamo avanti.

Canaglia e Vivario

A proposito di cartelli, qui ne troviamo due: Canaglia village e Caseificio (disegno di capra e pecora). Imbocchiamo con fiducia la stradina con l’acquolina in bocca, convinte di trovare poco dopo greggi di ovini al pascolo. Invece dopo ben 5 km siamo ancora su una stretta strada, quasi sterrata, senza anima viva e soprattutto senza caseifici. Due parcheggi in sequenza pieni di auto ci fanno capire che siamo finite all’attacco dei sentieri che si dipartono proprio da qui, percorsi da molti camminatori. Questi sì sono segnalati dai cartelli bianchi e rossi, mentre né Canaglia village, né il caseificio fantasma si fanno vedere. Decidiamo che ça suffit e vogliamo fare inversione, ma come? Io non sono certo una persona paurosa o sprovveduta, ho alle spalle milioni di km di auto, ma non è per nulla facile! La soluzione è una retromarcia infinita, peraltro una manovra che amo, fino a uno slargo, con l’amica a dirmi il da farsi ce la caviamo, e ci ridiamo su.

belvedere

Torniamo per un tratto sulla statale ed essendo le ore 14 abbiamo un po’ di fame. C’è un belvedere con dei tavolini in legno, sulla nostra sinistra, parcheggiamo e mangiamo con una superba vista verso la valle e i paesini di fronte. Abbiamo la frutta e le cose salate prese al mattino: una torta verde e due quiche (una alle zucchine e una al lardo).

Prendiamo il caffè nel paesino seguente che si chiama Vivario, una buona scusa per fare foto e ammirare l’architettura locale, “poco colorata” semplice e funzionale. Fare due passi non equivale certo a vedere tutto, ma io sono quella dei viaggi dove si viaggia, si vede tutto dal finestrino e mi piace anche se sto in auto quasi tutto il giorno. Ci aspetta Corte su per le montagne, dove si inseguono nuvole chiare e scure, spostate dal vento forte e illuminate dai riflessi del sole. Tutto è movimento. Potrebbe piovere.

Corte

Alle ore 15 facciamo check in a Corte nell’albergo prenotato, da domani andiamo all’avventura e ci fermeremo dove ci va. Questa è l’essenza delle mie vacanze.

Per due ore passeggiamo nel centro, andiamo su verso la Cittadella che ci regala panorami splendidi, ancora fatti di colori accesi e nuvole. Per un attimo piove, sembra una minaccia ma la pioggia com’è venuta se ne va, e non tornerà mai più.

Giriamo attorno alla cittadella, saliamo lungo le mura. Non entriamo al Museo FRAC, dove nel piazzale c’è un bel giardino pieno di piante aromatiche. Le accarezzo tutte cercando di riconoscerle, ci sono rosmarino, menta, lavanda, timo, maggiorana, liquirizia, salvia. Sono inebriata da questi profumi!

All’ufficio del turismo, sopra le mura prendiamo info e materiale, l’impiegato è paziente e gentile e lo ritroviamo poi al bar. Qui mi faccio male: cerco di salire su un gradino troppo alto, appoggio il ginocchio e provoco uno strappo. Zoppico fino alle scalette che salgono al Belvedere con la vista più ampia e famosa di Corte. Lo chiamano nido d’aquila, in realtà è la torre di guardia quattrocentesca della cittadella. Peccato per i tanti, troppi turisti.

Cours Paoli è la principale arteria di Corte dove pulsa la vita. A Pascal Paoli è dedicata la piazza omonima.

Nelle piazze le statue celebrano la storia e le peripezie dei corsi. Potete partire proprio da queste, come riferimento per visitare la città.

chiesa gialla

La mia preferita è Place du Duc de Padoue, intitolata al generale che affiancò Napoleone nelle sue imprese, circondata da alberi ed eleganti palazzi ottocenteschi.

Place Gaffori con la statua del generale si trova al centro della città alta, la parte antica di Corte.

Le vie sono piene di negozi, tutto è vivo e vitale in questo centro dove si è fatta la storia della Corsica.

corte

Lo spopolamento è un problema comune anche qui in Corsica, tanto più all’interno. A Corte c’è l’unica università dell’isola. Non so se sia stata istituita per limitare l’esodo delle persone, mi sembra un’idea geniale che noi ci guardiamo bene di seguire. Nelle nostre isole si è spezzettato e moltiplicato tutto, con grande spreco di denaro, a svantaggio della gente comune e a vantaggio dei soliti noti. Pensate se la Sicilia avesse un solo grande ateneo, a Enna o Caltanissetta. Se Nuoro in Sardegna ospitasse studenti da tutta l’isola, con le infrastrutture necessarie a far funzionare il tutto. Sarebbe bello ma ne siamo assai lontani.

Arrivare a Corte invece è facile, c’è il bus e il treno, ci sono ottime strade. Basta volerlo. Non aggiungo altro.

Scattano le ore 18 e scatta la voglia di aperitivo, qualcosa tipo birra e patatine a un baretto sulla strada.

colomba

Cerchiamo posto per la cena in uno dei ristorantini sulla scalinata di Rue de la Croix ma sono tutti prenotati. Torniamo giù e ci fermiamo al pub. Da Bips prendiamo due assiette: un tagliere di formaggi, uno di salumi corsi. Tutto buono e locale, una soluzione ottimale.

Assaggiamo la Colomba, birra rosé alla spina, è buona da provare ma non è la mia preferita.

pietra

Ce la passiamo, circondate da ragazzini, quasi tutti uomini, con tanta voglia di divertirsi (leggere “bere”). Quando per loro la serata è appena iniziata, per noi la stanchezza si fa sentire.

Facciamo ancora due passi nella Corte ben illuminata. Attratte dal suono della musica dal vivo troviamo un localino per locali, seminascosto, dove un duo chitarra e voce canta e suona musica corsa. Tanto è bello ascoltarli e goderci l’atmosfera, quanto alla fine chiedere se hanno voglia di intonare Bella ciao. Siamo esaudite e, in un momento di felicità condivisa, cantiamo tutti insieme. Il finale ideale di una lunga giornata.

Cosa non ho visto

Il museu di a Corsica a Corte. I sentieri nei dintorni. 

Dove abbiamo dormito

Hotel Sampiero. Buono, si trova appena sotto la piazza e la via principale, comodo per arrivare in auto e raggiungere a piedi il centro. Arredato in modo semplice e funzionale, Camera grande, bagno così così. Parcheggio riservato a breve distanza.

Dove abbiamo mangiato

Le Bips. Pub per giovani con dei bei taglieri di formaggi e salumi corsi e le birre alla spina. I primi sono economici (12 euro ciascuno), la seconda no, una pinta di Colomba rosé viene 8 euro. In alternativa ci sarebbe la bottiglietta di birra da 0,25 che viene 4 euro, in proporzione è lo stesso, i prezzi sono questi.

Il racconto della giornata sui social network 

Ostriche e vino di Corsica. Stamattina non siamo ancora partite per le montagne, abbiamo visitato i dintorni di Aléria con la prima luce del mattino. La degustazione non era prevista ma non abbiamo potuto resistere. La bellezza dello stagno di Diana è diversa ed è fatta di economia fiorente. Viticoltura con i 100 ettari (tanti per me ma con un’idea di impresa innovativa alle spalle) del Domaine Terravecchia. Altrettanti sono qui sopra sui monti. Allevamento di frutti di mare nello stagno, credo da parte di diverse aziende ma devo verificare. Ospitalità di lusso discreto in cima alla collina dove c’è questo ristorante con vista, si chiama Veni e Posa e ci piace assai!  #gamberettaincorsica jour 2

domaine teravecchia

https://www.facebook.com/1432433370/posts/10224465556533096/?app=fbl

Aux coquillages de Diana è il ristorante che galleggia sullo stagno omonimo, recentemente restaurato in stile marinaro chic coloniale, con una cucina incentrata sui prodotti della pesca. Tra questi spiccano i molluschi coltivati proprio nello stagno come le preziose ostriche e le ottime cozze. Ieri sera ne abbiamo fatto una vera scorpacciata! E oggi andiamo dentro, nel cuore della Corsica selvaggia dove so che non rimpiangeremo la cucina di mare!  #gamberettaincorsica jour 1

https://www.instagram.com/p/CEn3Hhuqsdr/

Gli abitanti di Corte si chiamano Curtinesi, curioso no? Sono gentili, sinceri, cortesi come persone d’altri tempi. Questa zona della Corsica non ha avuto contagi da coronavirus, anzi dicono che in tutta l’isola ci sono stati pochissimi contagi, e ora guarda con circospezione alla prossima stagione fredda. I curtinesi convivono con studenti universitari tutto l’anno tranne d’estate, quindi ora ci sono più turisti (ma non molti) e meno gente locale. Tutti ci trattano bene, come persone e non come turisti. E poi convivono con colonie di gatti di ogni colore, uno più bello dell’altro. Di Corte potrei dire tanto ma aspetto, i suoi colori sono il tratto distintivo della giornata di oggi, due settembre, stretta tra gli scuri nuvoloni che si addensavano nel cielo, con solo poche gocce di pioggia, il sole che voleva uscirne e il vento che prima di sera ha spazzato via tutto regalandoci una serata limpida con tante stelle e la luna piena. Di notte le luci soffuse danno ulteriore fascino a un luogo magico oltre ogni immaginazione. Però vedrete solo la Corte by night, non ve la mostro di giorno, voglio farvi aspettare ancora un poco. Siamo in un localino defilato dove due giovani suonano la chitarra e ci fanno ascoltare i canti popolari. La lingua corsa è interessante perché somiglia sia al Genovese sia al sardo, e soprattutto si capisce! #gamberettaincorsica jour 2

corte

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2 comments

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che meraviglia!
sembra incredibile ma non sono ancora stata in Corsica! Me lo riprometto sempre ma ancora nulla! trovi che sia una destinazione molto cara?

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SI cara bea essendo di matrice francese, il turismo in Corsica è basato su ospitalità di lusso o country chic quindi, come ho scritto sul primo post dedicato all’isola, van via almeno 100 euro al giorno (almeno) che per me è tanto. Non mi metto qui a fare inutili paragoni con altre isole che non serve. Però se 2 milioni di persone ci vanno ogni ano ci sarà una ragione!

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