Una mostra spettacolare ricostruisce le opere e il pensiero di Tancredi Parmeggiani, l’artista feltrino che Peggy amò di più assieme a Jackson Pollock tanto da ospitarlo nella sua casa, oggi museo, a Venezia, e promuoverlo tra le due sponde dell’Atlantico. Molti dei suoi quadri sono esposti in gallerie d’arte americane quali il MoMA e il Brooklyn Museum, che le hanno mandate a Venezia in prestito per quest’occasione. Non si tratta solo di una retrospettiva ma del racconto per immagini di un artista visionario, molto avanti per la sua epoca, un uomo che in meno di quarant’anni della sua breve vita (1927 – 1964) ha avuto il tempo di vedere il mondo uscire dalla Seconda Guerra Mondiale e piombare nella Guerra Fredda.

Tancredi dipinge questo mondo con pennellate agguerrite e intense, colori vivaci su grandi tele che arricchisce con l’utilizzo di materiali diversi quali carta e tessuti, con un collage che le rende quasi tridimensionali. Esse contrastano con le opere iniziali, completamente diverse, quando utilizzava il punto come espressione artistica e mostrava il suo mondo come fosse fatto di luci soffuse, un mondo molto veneziano. Egli spera nella pace, se avesse superato gli anni Sessanta avrebbe visto, in qualche modo, realizzare il suo sogno: rispondere con un filo d’erba, un gesto di pace allo spettro della bomba atomica e di un conflitto nucleare. Hiroshima, città simbolo in questo contesto storico, viene dipinta da Tancredi in tre opere visibili insieme a Venezia. 

L’iniziale ispirazione cubista, propria dei pittori contemporanei come Vasilij Kandinskij e Piet Mondrian, vira poi allo spazialismo e ai movimenti che Tancredi abbraccia nei suoi spostamenti. Lavora prima in laguna poi a Milano, per trasferirsi in Norvegia con Tove Dietrichson, la pittrice norvegese diventata sua moglie. Al suo rientro in Italia si sente arricchito artisticamente dai contatti con la pittura del nord Europa in generale, e di Edvard Munch in particolare. Paesaggi, natura e fiori sono il soggetto dei dipinti negli anni Sessanta, chiudendo il cerchio iniziato negli anni Cinquanta con i primi lavori ispirati a Venezia.

 

La mostra Tancredi. Una retrospettiva presenta oltre novanta opere, alcune delle quali mai esposte sinora in Italia; è curata da Luca Massimo Barbero ed è visitabile fino al 13 marzo 2017. Catalogo Marsilio Editori.

Per saperne di più:

http://www.guggenheim-venice.it/exhibitions/tancredi/tancredi.html

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